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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 673
MODICA - 03/11/2007
Cronache - Modica - La singolare protesta di un uomo disperato

Scarcerato senza soldi
e documenti: tunisino
s´incatena in tribunale

Era accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Foto Corrierediragusa.it

Si è dovuto incatenare dinanzi al palazzo di Giustizia per porre fine ad un’ingiustizia. Un gioco di parole che riassume una vicenda tutt’altro che divertente con protagonista, suo malgrado, un tunisino di 36 anni arrestato nella notte tra il due e il tre ottobre scorsi dai carabinieri e dalla guardia di finanza per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Taoufik Satouri (nella foto da dx con l´avvocato Giuseppe Pitrolo) era difatti ritenuto essere dagli inquirenti la presunta guida dei disperati sbarcati nei pressi di Cava D’Aliga. Il tunisino dopo, 18 giorni trascorsi a Piano del Gesù, è stato scarcerato per la mancanza di gravi indizi di colpevolezza.

Ma, stando a quanto da egli stesso dichiarato, non gli erano stati restituiti né i soldi sequestrati, mille 700 euro, né i documenti personali, quali la carta d’identità e il passaporto francese. Proprio oltralpe Saturi lavora come guida turistica, professione che esercita anche a Malta, dove era diretto per tornare dalla famiglia, prima d’essere arrestato. Pare difatti che Satouri stesse recandosi al porto di Pozzallo per salpare a bordo di un catamarano, prima d’incontrare un siriano che gli chiese informazioni. Il tunisino gliele fornì, senza sospettare che si trovava dinanzi ad un clandestino appena sbarcato. Una circostanza gli valse l’arresto.

Ma quel catamarano Satouri non l’ha potuto prendere neanche in questi giorni, nonostante la scarcerazione, perché lasciato inspiegabilmente senza soldi e senza documenti. Da qui la scelta estrema d’incatenarsi dinanzi al palazzo di Giustizia di via Aldo Moro, dove pochi minuti dopo lo hanno raggiunto polizia e carabinieri, che lo hanno convinto a desistere, con la promessa di riconsegnargli denaro e documenti entro domani.

Satouri, che ha passato quasi due settimane dormendo per strada e mangiando solo qualche panino con gli spiccioli donatigli da qualche connazionale, non ha finora potuto stringere tra le sue braccia il neonato di 23 giorni venuto alla luce mentre era in carcere. L’avvocato Giuseppe Pitrolo, che ha seguito la vicenda, ha dichiarato d’essersi recato ieri in procura, ottenendo rassicurazioni sull’archiviazione del caso.