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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 247
MODICA - 23/05/2009
Cronache - Pozzallo: la spedizione punitiva all’indirizzo di un pescivendolo

Sparatoria Pozzallo: condannati a 8 anni i fratelli Mirabella

Assolto invece Gianni Raimondo, 18 anni, di Scicli, terzo componente del gruppo e già in precedenza ampiamente scagionato

Condanna pesante per i due fratelli sciclitani autori della «spedizione punitiva» dello scorso novembre all’indirizzo di un pescivendolo di Pozzallo. Il gup Maurizio Rubino ha complessivamente condannato a otto anni e otto mesi di carcere Alfredo e Tony Mirabella, di 31 e 32 anni, resisi responsabili della sparatoria a scopo intimidatorio. Ai due sciclitani erano già stati concessi alcune settimane fa i domiciliari.

Ad Alfredo Mirabella sono stati inflitti 4 anni e 8 mesi, mentre al fratello Tony 4 anni tondi. Assolto invece Gianni Raimondo, 18 anni, di Scicli, terzo componente del gruppo e già in precedenza ampiamente scagionato dai due fratelli, che si erano accollati ogni responsabilità nel corso dell’interrogatorio in carcere.

I Mirabella avevano difatti riferito al magistrato che era stata loro l’idea di sparare e, alla vista della pistola con la quale era stato esploso il colpo all’indirizzo del pozzallese di 29 anni, Raimondo si era terrorizzato al punto da fuggire a piedi. I due complici lo avevano raggiunto poco dopo all’uscita di Pozzallo, facendolo salire a bordo del furgone bianco con il quale avevano raggiunto il villaggio Jungi a Scicli, dove erano scattate le manette ad opera dei Carabinieri.

L’originario reato di tentato omicidio era stato derubricato in quello di lesioni personali aggravate in concorso. La sparatoria si era registrata in pieno giorno in via Torino. Il proiettile, che sarebbe stato esploso da una pistola calibro 7,65 impugnata da Alfredo Mirabella, colpì la scarpa destra del pescivendolo, scheggiandone il tacco e non ferendo né la vittima designata, né i passanti che affollavano la via.

Da tempo vi erano dei rancori in essere tra il pozzallese e gli sciclitani, per motivi d’affari. Pare che la vittima avesse chiesto ai Mirabella di rinunciare a vendere pesce a Pozzallo a prezzi concorrenziali, in quanto rovinavano il mercato. Il pescivendolo avrebbe quindi accusato i fratelli sciclitani di concorrenza sleale. Da parte loro i Mirabella non gradivano che il pozzallese smerciasse prodotti surgelati a Scicli. E’ stato l’avvocato Giuseppe Pitrolo a difendere Raimondo e i fratelli Mirabella. Per questi ultimi due il sostituto procuratore Domenico Platania aveva chiesto la condanna a cinque anni di carcere ciascuno.