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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 868
MODICA - 01/05/2009
Cronache - Modica: per l’aggressione di un randagio ad un bambino di 4 anni

Comune di Modica e Ausl 7 citati in giudizio da un avvocato

L’episodio risale al 19 aprile 2008 e si registrò in viale Medaglie d’Oro. Intanto l’azienda sanitaria sostiene che nulla è dovuto

Citazione in giudizio nel procedimento penale e in quello parallelo in sede civile per il comune di Modica e per l’Ausl 7 di Ragusa in merito all’aggressione subita il 19 aprile 2008 in centro storico da un bimbo di 4 anni da parte di un randagio. E’ stato l’avvocato Franco Rovetto a citare in giudizio l’ente pubblico e l’azienda sanitaria, ciascuno in ordine alle rispettive responsabilità sull’episodio, che, all’epoca, passò quasi sotto silenzio.

Eppure il bimbo se la vide davvero brutta, e il grosso randagio che lo aggredì in viale Medaglie d’Oro avrebbe anche potuto ucciderlo, non fosse stato per il sangue freddo del padre che riuscì a mettere in fuga l’animale, dopo essere stato azzannato a sua volta. Il bambino riportò vaste e profonde ferite al cuoio capelluto e si rese necessario il ricovero d’urgenza al pronto soccorso, dove i medici applicarono circa 15 punti si sutura. Il bambino porta ancora oggi i segni di quel tremendo episodio e, a differenza dell’altro bimbo modicano aggredito lo scorso marzo al Pisciotto, a pochi passi dalla zona in cui il branco azzannò a morte il piccolo Giuseppe Brafa, il bambino aggredito in viale Medaglie d’Oro prova ancora adesso un terrore cieco alla vista di un cane.

«Il bambino evidentemente non ha superato lo shock – dice l’avvocato Rovetto – e per questo ho citato in giudizio comune di Modica e Ausl 7. Ritengo che ai genitori spetti un congruo risarcimento per i danni morali e materiali subiti dal loro bambino». L’avvocato precisa che, pochi giorni prima dell’aggressione, la presenza del grosso e pericoloso randagio era stata segnalata alla polizia municipale. Ma nulla fu posto in essere per catturare il cane. «Sarebbe spettato ai vigili urbani – conclude l’avvocato – contattare una delle due ditte provinciali convenzionate con il comune per procedere alla cattura del randagio che terrorizzava buona parte dei residenti del popoloso quartiere».

Intanto l’Ausl 7 di Ragusa sostiene che nulla è dovuto dall’azienda sanitaria per i danni fisici e morali causati dall’aggressione dei cani del Pisciotto alla turista tedesca di 24 anni lo scorso marzo. «L’avvocato Gaetana Patrizia Messina – si legge testualmente nella nota dell’Ausl 7 – legale in Italia della famiglia di Marija Stefanie MiKulcic, aggredita da un branco di cani randagi la mattina del 17 marzo scorso sulla spiaggia di Sampieri, ha inviato all’Azienda due distinte note – una per la danneggiata e una per i familiari - con le quali richiede «l’integrale risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, diretti e indiretti patiti» da tutti gli assistiti.

Nella nota di risposta – si continua a leggere testualmente – il direttore generale Ausl 7 Fulvio Manno, comunica che non grava nessun obbligo sull’azienda, in virtù delle vigenti disposizioni di legge. La disciplina che regola tale materia è, infatti, affidata alle regioni, che si sono autonomamente dotate di proprie leggi sul controllo del randagismo.

La Legge Regionale Siciliana del 3 luglio 2000, n. 15, all’art. 14, pone esclusivamente in capo ai comuni (singoli o associati, direttamente o in convenzione con enti privati o associazioni protezionistiche o animalistiche) la cattura dei cani vaganti, con sistema indolore e senza ricorrere all’uso di tagliole, bocconi avvelenati o pungoli.

L’obbligo in capo ai comuni per la cattura di cani vaganti o il prelievo di cani incidentati – conclude la nota – è stato ribadito dalle successive Linee Guida Regionali per il controllo del randagismo, emanate con Decreto dell’Assessore alla Sanità il 13 dicembre 2007». E’ a questo punto logico desumere che il contenuto di questa nota sia valido anche per la richiesta di risarcimento danni avanzata dall’avvocato Franco Rovetto per l’aggressione subita dal bambino di 4 anni in viale Medaglie d’Oro lo scorso 19 aprile.