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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 809
MODICA - 29/04/2009
Cronache - Modica: proseguono le indagini della Polizia sul doppio rogo dell’altra notte

Modica: c´è l´ombra del racket del caro estinto nei veicoli incendiati?

Il titolare dell’agenzia di onoranze funebri non avrebbe ricevuto minacce o richieste di carattere estorsivo
Foto CorrierediRagusa.it

Rispunta il racket del caro estinto? L’incendio doloso della scorsa notte all’ambulanza (nella foto di Carmelo Poidomani) e al furgoncino di un’agenzia di onoranze funebri di via Nazionale, a pochi passi dal commissariato e dal vecchio campo sportivo «Vincenzo Barone», farebbe sorgere seri sospetti in questo senso. Nonostante il titolare dell’agenzia, un modicano di 40 anni, abbia dichiarato alla polizia di non aver ricevuto richieste o minacce di carattere estorsivo, resta quella dell’avvertimento la pista privilegiata dagli investigatori.

Le fiamme sono divampate poco dopo le due, avvolgendo l’ambulanza parcheggiata in via del campo sportivo e interessando anche la vettura di un cittadino. I vigili del fuoco, chiamati da un residente che si era alzato dal letto dopo aver visto il bagliore del fuoco, hanno dovuto lavorare per oltre un’ora prima di spegnere del tutto il fuoco.

L’altro intervento è stato effettuato nella vicina via Nuvolari, dove i piromani avevano incendiato un furgone in sosta, anch’esso di proprietà del titolare dell’agenzia, la cui sede non ha invece subito danni. Evidentemente i malviventi hanno inteso impedire al titolare dell’agenzia di continuare ad esercitare l’attività per qualche tempo, senza ridurlo sul lastrico bruciando anche i locali.

I piromani hanno rotto i finestrini dell’ambulanza e del furgone, gettandovi dentro del liquido infiammabile e appiccando il fuoco. Accanto al furgone parcheggiato alle spalle del campo sportivo vi era, come accennato, anche il fuoristrada di un residente, in parte lambito dalle fiamme. Le indagini della polizia non tralasciano alcuna pista, privilegiando quella dell’avvertimento estorsivo o, più verosimilmente, di un atto di sabotaggio inquadrabile nell’ottica della concorrenza sleale, per impedire al titolare dell’agenzia di poter continuare a lavorare. Nessun testimone avrebbe visto i piromani in azione.