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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 350
MODICA - 07/04/2009
Cronache - Modica: il gip Maurizio Rubino ha accolto la richiesta del procuratore

Archiviata dal magistrato l´inchiesta sulla "Vega Oil"

E intanto a giugno arriva la super petroliera "Leonis" che sostituirà la vecchia piattaforma galleggiante sganciata a luglio

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica Maurizio Rubino ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore Domenico Platania sull’archiviazione dell’inchiesta riguardante la piattaforma petrolifera galleggiante «Vega Oil» (nella foto), sganciata lo scorso luglio dalla piattaforma petrolifera fissa «Vega Alfa». Circa un anno fa l’incidente probatorio aveva accertato che non sussisteva nessun rischio di sommersione. Indagati nella vicenda giudiziaria erano l’armatore della piattaforma Andrea Cosulich, 67 anni, di Genova, e i rappresentati della società proprietaria delle due piattaforme, la «Edison», Marcello Costa, 39 anni, di Siracusa, e Umberto Quadrino, 63 anni, di Milano. Per loro l’ipotesi di reato prospettabile era quella di disastro colposo, oltre alle violazioni al Codice della Navigazione, venute meno con l’oblazione.

L’inchiesta è stata dunque archiviata dal gip perché il fatto non sussiste. La «Vega Oil» era rimasta in attività per oltre un ventennio a 11 miglia dalla costa, nel tratto di mare tra Marina di Modica e Sampieri, fungendo da «serbatoio» galleggiante per l’estrazione di idrocarburi. Quando fu svuotata, la piattaforma galleggiante conteneva 60mila tonnellate di greggio e 40mila di gasolio. Le carenti condizioni strutturali imputabili ad una manutenzione ordinaria quasi del tutto assente avevano indotto la Capitaneria di Porto ad attivare l’iter propedeutico allo svuotamento, per poi procedere allo sgancio, scongiurando irreparabili danni ambientali in caso di sommersione.

Un rischio che, come a suo tempo ribadito dal professore Carlo Bertorello dell’università di Napoli, era pressoché inesistente, anche se non è stato del tutto chiarito se questa circostanza sia stata accertata prima o dopo lo svuotamento della piattaforma petrolifera galleggiante.


A GIUGNO ARRIVA LA "LEONIS", "EREDE" DELLA "VEGA OIL"
di Calogero Castaldo


È previsto per la fine di giugno l’arrivo della «Leonis», la nuova «super-petroliera» che sostituirà, dopo 21 anni di attività estrattiva, la «Vega Oil», la petroliera che ha fatto da deposito galleggiante alla piattaforma «Vega Alfa», a 11 miglia dalle coste iblee. E’ un’impresa di Messina, il consorzio «Nts Group», la ditta che sta lavorando, dallo scorso novembre, alla trasformazione della nave «Leonis», un «aframax tanker» doppio scafo da 95 mila tonnellate (con il termine Aframax si definiscono quelle petroliere che hanno una portata lorda compresa tra le 80 mila e le 120 mila tonnellate). Le operazioni di trasformazione dovrebbero concludersi a metà giugno e, una volta arrivata a destinazione, la «Leonis» potrà riprendere lo stesso «lavoro» che, per 21 anni, ha garantito, a largo delle coste iblee, la «Vega Oil».

È stata la banca corporate del gruppo Unicredit a perfezionare con il C.e.m., un consorzio composto da società siciliane operanti nella navalmeccanica, un’operazione finanziaria a supporto dell’acquisizione e la successiva trasformazione in unità di stoccaggio galleggiante del «tanker» «Leonis», già di proprietà della «Fratelli d’Amico Armatori».

La banca ha organizzato una doppia linea di credito, del valore complessivo di 34,4 milioni di euro, così strutturata: la prima, dell’importo di 26,1 milioni e con scadenza decennale, destinata all’acquisizione dell’unità navale; la seconda, di 8,3 milioni e della durata di 5 anni, finalizzata a coprire i lavori di trasformazione della «Leonis».

A lavori ultimati, la «Leonis» verrà noleggiata a Edison, in base ad accordi pluriennali già siglati, e ancorata presso il giacimento «Campo Vega», nel Canale di Sicilia, in sostituzione della «Vega Oil».

La «Leonis» si trova, allo stato attuale, a Trieste, nei bacini di Fincantieri, dove è sottoposta ad un generale intervento di rinforzo strutturale. Quindi, si sposterà a Punto Cugno, presso Augusta, verso la seconda decade di giugno, nei cantieri del consorzio C.e.m. (15 mila metri quadrati con banchina di 70 metri) in cui è stata appositamente attrezzata un’area di 7 mila metri quadrati per le operazioni di trasformazione.

Il C.e.m., guidato dall’ingegnere Giuliano Ricciardi, è un veicolo consortile composto dalle società World construction services, Prom, Coemi, CoGeItal, Giovanni Aprile, Sc Montaggi, Sistemi industriali. L’innovativo modello di aggregazione ha permesso a un gruppo di piccole aziende di unire le proprie competenze e dar vita a un progetto di ampio respiro. L’intervento finanziario è stato coordinato dal team di shipping finance e perfezionato dalla filiale di Siracusa della banca

"E’ un’operazione che la capitaneria di Pozzallo – ha dichiarato il comandante in seconda della capitaneria del porto di Pozzallo, Michele Maltese – sta seguendo passo dopo passo, proprio per evitare che si possano creare disguidi di diversa natura. Il nostro compito è quello di garantire, fra le altre cose, la sicurezza ambientale e la produzione di greggio per l’impresa che avrà in gestione il tutto".

Nell’ottobre 2007, a seguito di un’ispezione sulla «Vega Oil» (nave costruita nel 1972), condotta dalla capitaneria di Porto di Pozzallo, la Procura di Modica avviò un’inchiesta (il procedimento è in attesa di conclusione) a carico dei responsabili della gestione dell’unità, ipotizzando i reati di disastro colposo e gravi violazioni al Codice della Navigazione, perché il sopralluogo dei militari aveva denunciato la «mancanza delle più elementari condizioni imposte dal Codice della Navigazione in materia di sicurezza», tanto che gli ufficiali della Capitaneria avevano paventato il rischio che il galleggiante di Edison affondasse riversando in mare le circa 100 mila tonnellate di idrocarburi contenute. La «Vega Oil», trasferita in Turchia, è stata smantellata, nel luglio dello scorso anno, nei cantieri «Cesnam» di Aliaga.