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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 918
MODICA - 21/03/2009
Cronache - Vittoria: trasferiti nel canile Maia i 70 cani in dotazione a Salvatore Mangione

Vittoria: smantellato il canile di contrada Pozzo Bollente

Il comune sosterrà una spesa di 10 mila euro per 30 giorni
Foto CorrierediRagusa.it

Il comune di Vittoria smantella il canile di contrada Pozzo Bollente (nella foto), gestito da un cittadino vittoriee da diversi anni. Prima che accada l’irreparabile, gli assessori Filippo Cavallo e Giuseppe Malignaggi, con la collaborazione dei vigili urbani, dei veterinari dell’Ausl 7 Nunzio Firrincieli e Federico Ottaviano, corrono ai ripari.

I circa 70 cani allocati in contrada Pozzo Bollente, sotto la gestione di Salvatore Mangione, sono stati tutti microchippati e trasferiti presso la struttura Maia, canile autorizzato nei pressi dell’aeroporto di Comiso.

«Il comune sta facendo uno sforzo economico enorme-hanno dichiarato Cavallo e Malignaggi- sobbarcandosi in una spesa di 10 mila euro per 30 giorni a cui i aggiungono le spese per cure e degenza. Uno sforzo economico che non potrà essere ulteriormente protratto, perciò aspettiamo risposte concrete e urgenti da parte del Ministero e della Regione, secondo gli impegni assunti nella riunione di giorno 17 marzo».

Il canile abusivo era stato scoperto dai Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni assieme a quello di Maganuco, nei pressi della zona delle sei aggressioni ad altrettante persone in 72 ore. Nelle gabbie piccole e sporche erano rinchiusi 111 cani, affidati al proprietario del terreno.


CACCIA AI RANDAGI ASSASSINI: SOLO ALTRI DUE ANCORA LIBERI

Sarebbero solo un paio i cani killer ancora liberi ma la psicosi non si attenua. Il personale che si occupa della cattura dei randagi assassini è anche oggi nel casolare sotto sequestro, la tana dei randagi. Uno di loro stava per finire nella gabbia trappola posizionata vicino all’ingresso della casa. La pioggia e il vento hanno indotto il cane ad allontanarsi. All’appello mancherebbe solo un altro cane nero, avvistato fino a ieri mattina zoppicante e malandato.

Si tratterebbe di uno dei cani rimasti feriti nella sparatoria di martedì scaturita dall’aggressione di alcuni randagi ai Carabinieri. L’accalappiacani Sergio Bramante non esclude che possa essere morto a causa della ferita. Intanto lo stesso Bramante afferma che alcune persone senza scrupoli hanno approfittato di questo trambusto per abbandonare per strada i propri cani.


CANI KILLER ANCHE A MARINA DI MODICA

Aggrediscono anche a Marina di Modica i cani assassini. I branchi di randagi affamati si aggirano non solo tra i canneti e le stradine sterrate del Pisciotto, all’ombra della fornace Penna, dove domenica scorsa hanno sbranato e ucciso il piccolo Giuseppe, 9 anni. I cani killer si spingono anche nel centro di Marina di Modica, dove un’aggressione si è registrata mercoledì sera in via Giovanni da Verrazzano, ai danni di un operaio di circa 50 anni che lavora in un’azienda agricola e che risiede nella frazione. L’uomo, alla guida del suo furgone da lavoro, intorno alle 19 ha accostato, pensando d’aver forato una gomma. Quando è sceso per controllare gli pneumatici, ha visto una muta di sette – otto cani correre verso di lui ringhiando e abbaiando.

Istintivamente l’operaio, invece di chiudersi nell’abitacolo del furgone, ha afferrato un bastone di legno sistemati dietro al sedile lato guidatore e ha assestato un colpo sulla testa del capobranco che gli si era avventato contro, tramortendolo. Con un notevole sangue freddo, l’operaio ha brandito il bastone anche contro gli altri randagi, che si sono ritirati in buon ordine. Il coraggioso operaio agricolo ha così sistemati il cane privo di sensi sul monta carico del tetto del furgone, consegnandolo ai Carabinieri che presidiavano la strada d’accesso al Pisciotto. Alla luce di questa nuova aggressione, registratasi poco lontano dalla scuola elementare adiacente l’auditorium «Mediterraneo», fanno bene i genitori a preoccuparsi dell’incolumità dei figli. Ieri mattina, difatti, i genitori avevano inscenato una pacifica protesta, non facendo entrare i bambini a scuola, temendo che i cani assassini potessero aggirarsi nei pressi, pronti ad aggredire durante la ricreazione o all’uscita da scuola.

Il vice sindaco Enzo Scarso si è recato di persona a Marina per tranquillizzare i genitori, lasciando due vigili urbani a presidiare l’edificio scolastico dove nel frattempo i piccoli alunni erano regolarmente entrati per seguire le lezioni. Un’altra aggressione dei randagi era stata segnalata intorno alle 11 nella terza piazzetta, ma quando i Carabinieri hanno raggiunto la zona, hanno accertato che, almeno in questo caso, si trattava di un falso allarme. Il cane segnalato era solo un cucciolone con tanto di collare e targhetta per il riconoscimento, sfuggito al padrone e bisognoso di coccole.

Sergio Bramante, della cooperativa «Maia», che sta coordinando le operazioni di cattura dei cani, si dice cauto e predica calma. «Stiamo lavorando con maggiore tranquillità – dice Bramante – perché è diminuito il numero di curiosi. Riteniamo che i cani possano far ritorno del casolare, all’interno di cui abbiamo piazzato numerose polpette soporifere. I cani catturati, circa una cinquantina – conclude Bramante – si trovano nei canili nostri e dell’altra cooperativa, in attesa che si decida sulla loro sorte». Resta intanto presidiata anche oggi l’area compresa tra Marina di Modica a Sampieri. Dopo i due randagi catturati ieri, ne restano ancora altri in libertà. Nonostante permanga il divieto d’accesso nell’area interessata dalla caccia ai cani, compresa la spiaggia, qualche turista vi si avventura incoscientemente, a pochi metri dal luogo dove lunedì scorso è stata aggredita la turista tedesca di 24 anni dalla muta di 9 cani.


VIRGILIO GIGLIO AMMESSO AI DOMICILIARI

Il luogo dove domenica è stato sbranato e ucciso Giuseppe, è presidiato da Carabinieri, rangers e corpo forestale. Nei pressi c’è il casolare sotto sequestro di Virgilio Giglio, il possessore dei cani ieri ammesso ai domiciliari dal magistrato dopo la convalida dell’arresto. Il casolare continua ad essere monitorato in maniera costante, perché i randagi che ancora mancano all’appello potrebbero farvi rientro, smarriti come sono dopo la cattura della capobranco, una cagna nera di 3 anni. Giglio invece, dopo la concessione dei domiciliari, ha lasciato il carcere di Piano del Gesù, ma non potrà rientrare nella sua abitazione, dove permangono i sigilli. I Carabinieri non fanno avvicinare nessuno.

La versione resa dallo sciclitano nel corso dell’interrogatorio in carcere ha evidentemente persuaso il magistrato, che ha accolto la richiesta dei domiciliari avanzata dall’avvocato Francesco Riccotti. Secondo la tesi difensiva, i cani killer non apparterrebbero a Giglio, ma farebbero parte di un branco che si sposta di continuo. «Il fatto che i cani assassini siano simili a quelli del mio assistito – dice Riccotti – non prova che si tratti degli stessi animali. Dimostreremo con prove documentali e perizie questa circostanza. I cani del mio cliente – conclude l’avvocato – si sono sempre dimostrati docili e affettuosi». E’ stato intanto dimesso dall’ospedale «Maggiore» l’altro bambino di 10 anni ferito alle gambe e alle braccia sempre domenica scorsa. Il bimbo, tornato a casa con i genitori, ha parzialmente superato lo stato di shock, descrivendo come grossi e neri i cani che lo hanno rincorso e aggredito prima di trovare scampo a casa sua.