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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 547
MODICA - 18/03/2009
Cronache - Modica: i funerali del piccolo modicano sbranato vivo dai cani

Don Cerruto: "Non idolatriamo gli animali"

Sono dure le parole pronunciate dal pro vicario generale della diocesi di Noto. Parole che hanno di certo scosso più di una coscienza
Foto CorrierediRagusa.it

«E’ paradossale salvare gli animali quando, proprio per causa loro, le persone muoiono». Sono dure le parole pronunciate dal pro vicario generale della diocesi di Noto Salvatore Cerruto ai funerali del piccolo Giuseppe Brafa, il bimbo di 10 anni sbranato vivo dai cani domenica scorsa a Marina di Modica. Parole che hanno di certo scosso più di una coscienza. Presenti anche parecchi esponenti istituzionali. Nessuno di loro ha parlato, dopo l’omelia di don Cerruto, che, pur non alludendo a specifiche responsabilità da parte di terzi, ha ribadito un concetto fin troppo illuminante sulla sua opinione di sacerdote: «Anche gli animali sono creature di Dio, ma devono servire gli esseri umani. Non possono essere le persone ad essere asservite gli animali».

Don Cerruto ha precisato che, troppo spesso, si tende, magari anche in maniera inconsapevole, ad idolatrare gli animali. «Non è una cosa giusta – ha detto il sacerdote – perché spesso gli idoli sono travianti». Nella chiesa erano palpabili la disperazione, lo sconforto e la rabbia per una vicenda assurda nella sua drammaticità. Nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare che una tranquilla domenica di marzo potesse mutarsi in un incubo culminato con la morte atroce di un piccolo innocente.

Eppure il dibattito sull’opportunità di non abbattere i randagi che infestano la zona, teatro dell’aggressione, continua a tenere banco, aldilà della morte di un bambino senza colpe, che stava solo pedalando in sella alla sua bici lungo una stradina sterrata alle spalle della fornace «Penna» e con addosso la maglia del Milan, di cui il bimbo era tifoso. «Giocherai sempre con noi anche da lassù» recitava lo striscione dei suoi piccoli compagni d’allenamento di calcetto al geodetico. Con loro anche gli alunni dell’istituto comprensivo «Piano del Gesù», dove Giuseppe frequentava la quarta C.

Tanti visini rigati dalle lacrime. Una città intera ha rivolto l’ultimo saluto a Giuseppe. Una folla dentro e fuori il duomo di San Giorgio. Tutti hanno voluto rendere il personale saluto al piccolo modicano, comprese le persone che, pur non conoscendolo, sono rimaste profondamente turbate dalla sua scomparsa, tanto prematura quanto inaccettabile. Anche i negozi hanno tenuto le saracinesche abbassate durante le esequie, nell’ambito della giornata di lutto cittadino. Straziante il pianto, rotto dai singhiozzi, della sorellina di Giuseppe dietro alla bara bianca. Difficile rassegnarsi ad un simile dolore. Una fiumana di persone si è divisa in due per consentire il passaggio del piccolo feretro. Poi il lento incedere del corteo funebre, in un clima quasi irreale di pesante dolore. La zona è rimasta paralizzata dal traffico veicolare per oltre un’ora.


LA CRONACA DI UNA DOMENICA DI STRORDINARIA FOLLIA - Sbranato vivo dai cani. E´ deceduto durante il trasporto in elisoccorso a Catania Giuseppe Brafa, 9 anni, uno dei due bambini azzannati dai cani in due distinti episodi registratisi a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro in contrada Ciarciolo, tra la terza piazzetta di Marina di Modica e Sampieri. Il piccolo è andato in arresto cardiaco durante il trasporto in elisoccorso a Catania a causa delle profonde ferite riportate alla testa. I medici del "Maggiore", con in testa il primario del pronto soccorso Carmelo Scarso, hanno tentato in tuti i modi per strappare il bambino alla morte. L´intero ospedale si è mobilitato, ma invano. Fatali si sono rivelate le ferite vascolari. Gravissime le lesioni alla testa provocate dai denti aguzzi dei randagi. I anitari hanno contato una settantina di morsi alla faccia, alla testa e nel resto del corpo.

20 GIORNI DI PROGNOSI PER IL BAMBINO DI 10 ANNI MORSO ALLA GAMBA - E´ invece ricoverato nel reparto di pediatria l´altro bambino di 10 anni, C.P. le iniziali, azzannato pochi minuti prima. Le condizioni del bambino, ferito in maniera più leggera, per fortuna non sono gravi. Per il bambino la prognosi è di 20 giorni. L’allarme ai Carabinieri era partito proprio dai genitori del ragazzo di 10 anni, azzannato mentre passeggiava a pochi metri da casa. All’arrivo dei cani, il piccolo ha avuto la prontezza di riflessi di cercare scampo lungo il vialetto di casa, mentre uno dei cani ha fatto in tempo a morderlo alla caviglia e alla gamba.

IL RITROVAMENTO DEL BAMBINO DI 9 ANNI, RIDOTTO MALE MA VIVO - Mentre i genitori conducevano il figlio al pronto soccorso, i Carabinieri perlustravano la zona, ritrovando poco prima di mezzogiorno il bimbo di 9 anni, privo di sensi e in una pozza di sangue, in una zona cespugliosa nei pressi del Pisciotto, a poca distanza dal rudere dello stabilimento industriale adiacente alla stradina sterrata che porta al villaggio Portosalvo, a Marina di Modica. Il bambino era irriconoscibile. Accanto a lui la bicicletta con la quale stava pedalando e la maglietta del Milan, di cui era tifoso (nella foto in alto di Carmelo Poidomani). Aveva la testa maciullata dai morsi dei randagi. Non è chiaro se l´aggressione al ragazzino di 10 anni sia avvenuta prima dell´altro bambino di 9 anni, che aveva tentato di scappare in preda al panico. Nonostante le profonde ferite, il piccolo era ancora vivo.

LE CONCITATE FASI DEL RICOVERO AL "MAGGIORE" E IL DECESSO - Immediato il trasporto in ambulanza al «Maggiore» di Modica, dove si sono vissute scene strazianti. I familiari urlavano e piangevano mentre l´équipe medica prestava i primi soccorsi al figlioletto. Ai medici sono subito apparse gravissime le condizioni del piccolo di 9 anni: troppo profonde le ferite alla testa, tanto da indurli a richiedere il trasferimento d´urgenza al «Garibaldi» di Catania in elisoccorso. Ma il cuore del piccolo si è fermato pochi minuti dopo il decollo. I Carabinieri hanno nel frattempo accertato che un’altra denuncia era stata sporta in mattinata da un adulto morso alla gamba di buon mattina, presumibilmente dallo stesso branco di cani randagi. L’uomo, un modicano di 47 anni, si era fatto medicare alla guardia medica di Pozzallo.

NELLA GALLERIA SOTTO LE FOTO SCATTATE DA CARMELO POIDOMANI SUL LUOGO DELLA TRAGEDIA E AI FUNERALI DEL PICCOLO GIUSEPPE. CLICCATECI SOPRA PER INGRANDIRLE.

La bici in sella alla quale viaggiava il bimbo quando è stato azzannato (Foto Carmelo Poidomani) I cani randagi nei pressi del luogo dell´aggressione del branco al bambino di 9 anni (Foto Carmelo Poidomani) La strada dov´è stato azzannato il ragazzino di 10 anni, nei pressi di casa sua (Foto Maurizio Melia)
Giuseppe Brafa Misicoro

Don cerruto non parla
10/11/2012 | 4.00.36
Sebastiano

Il Don cerruto non parla per ricordare altri fatti di cronaca, che lui alimenta?