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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 967
MODICA - 11/03/2009
Cronache - Modica: il tunisino aveva minacciato la ex moglie con un coltellaccio dinanzi ai figlioletti

"Zikoff", il primo immigrato in manette per stalking

L’energumeno deve altresì rispondere di rapina aggravata Foto Corrierediragusa.it

Non si era fatto scrupolo di minacciare la ex moglie con un grosso coltello da cucina, sotto gli occhi spaventati dei tre figlioletti. Aveva poi scaraventato a terra la malcapitata, rapinandola di 200 euro. Il tunisino Sofiane Diouri, 40 anni, noto come «Zikoff» (nella foto), è la prima persona arrestata dalla Polizia a Modica da quando lo «stalking», vale a dire la persecuzione in danno di terzi, è diventato un reato punibile penalmente. «Zikoff» deve altresì rispondere di rapina aggravata in danno della ex moglie, anche lei tunisina, dalla quale si era separato parecchi anni fa, ma che non aveva smesso di perseguitare, fino all’aggressione con rapina dell’altra mattina.

Il tunisino è penetrato nell’abitazione della donna e, senza curarsi della presenza dei tre bimbi, ha brandito un grosso coltellaccio, minacciando di morte la ex consorte. «Zikoff» ha poi strattonato la donna, ignorando le grida e il pianto a dirotto dei suoi stessi figlioletti. Dopo aver arraffato la borsetta della malcapitata, contenente documenti e 200 euro, il tunisino era fuggito. A distanza di pochi minuti dalla telefonata in commissariato, i poliziotti hanno individuato «Zikoff». La maldestra fuga del tunisino è durata poco. Gli agenti lo hanno bloccato prima che l’energumeno riuscisse a defilarsi, recuperando altresì la refurtiva che il tunisino aveva nascosto in una casupola disabitata del centro storico. «Zikoff» è stato ammanettato e condotto nel carcere di Piano del Gesù.

L’arresto del tunisino, come accennato, è il primo effettuato dalla Polizia nel territorio di competenza per il reato penale di «stalking», e si inquadra nel servizio di controllo del territorio disposto dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino. Proprio la presenza della pattuglia nei pressi dell’abitazione dove era stato commesso il reato ha consentito di acciuffare l’immigrato appena pochi minuti dopo il fattaccio. Sofiane Diouri è un personaggio conosciuto in città come «colui che portò le crepes a Modica». Proprio per la sua abilità nel preparare il prodotto culinario francese, che spopolò in città alla fine degli anni novanta, il tunisino diventò ben presto noto con l’appellativo di «Zikoff». Il piccolo esercizio commerciale che aveva aperto all’inizio della via Santa, parallela al corso Umberto I, era diventato in breve una meta obbligata dei giovani della movida serale e notturna, per gustarsi «le crepes di Zikoff». Quest’ultimo dava spettacolo mentre le preparava, alla stregua di un pizzaiolo.

Poi il declino del tunisino che, dopo aver chiuso il locale, tentò la strada del venditore ambulante, continuando a preparare crepes in un furgone. Non funzionò. L’immigrato restò ben presto senza lavoro, imboccando una strada oscura. Quella sfociata nell’arresto è solo l’ultima delle intemperanze di «Zikoff», che, a causa del suo stile di vita, si separò dalla moglie. La malcapitata continuava però ad essere vessata e perseguitata dall’ex marito, subendone lo «stalking», che, diventato di recente reato perseguibile dal punto di vista penale, ha portato all’arresto di «Zikoff».