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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1648
MODICA - 21/02/2009
Cronache - Modica: la rimozione domenica scorsa da parte degli artificieri

Erano 2 proiettili di mortaio gli ordigni della casa bruciata

E’ successo all’alba di sabato in via Sant’Andrea. Il corpo carbonizzato dalle fiamme della bombola gpl della cucina
Foto CorrierediRagusa.it

Gli artificieri del gruppo regionale di Palermo hanno rimosso i due ordigni bellici, che si sono rivelati essere proiettili di mortaio, ritrovati sabato scorso nell´abitazione dove ha perso la vita Hamza Ben Bouguerra, 51 anni,tunisino, venditore ambulante. In precedenza era stato ipotizzato che si potesse trattare di due bombe aeree.

L’operazione di rimozione dei due residuati bellici, cominciate alle 11 di domenica, si sono protratte per un paio d’ore. Tutta la zona limitrofa a via S. Andrea al quartiere Vignazza a Modica è stata transennata ed una ambulanza della Asl 7 con un medico a bordo ha sostato nel corso dell’operazione di rimozione. I due ordigni sono stati poi trasferiti a cura degli artificieri presso una cava a monte di Marina di Modica, di proprietà della ditta Profetto, dove gli ordigni sono stati fatti brillare.

Gli agenti del commissariato di Modica hanno provveduto a rimuovere le transenne e la vita nel quartiere è ritornata alla normalità dopo le preoccupazioni dei residenti. Il cadavere dell’ambulante tunisino si trova ancora presso l’obitorio del cimitero di Modica in attesa della decisione del magistrato riguardante l’eventuale autopsia. Il magistrato deciderà nelle prossime ore. L’ufficio comunale dei servizi sociali si occuperà del servizio funebre.


LA CRONACA DELLA TRAGEDIA

E’ morto asfissiato nel sonno un tunisino ignaro di abitare in una casupola di 10 metri quadrati (nella foto) con due proiettili di mortaio nascosti nello scantinato. Se i due ordigni fossero esplosi, una buona parte dell’antico quartiere di Sant’Andrea sarebbe finito in macerie. Ha comunque perso la vita Hamza ben Bouguerra, intossicato dall’anidride carbonica del fumo originato dalle fiamme, sprigionatesi all’alba di sabato da una bombola gpl difettosa della cucina, con il fornello lasciato acceso per riscaldare il monolocale. Il tunisino, 51 anni, venditore ambulante, non si è accorto di nulla, passando dal sonno alla morte. Il rogo ha poi carbonizzato il corpo, rinvenuto nel letto. L´immigrato ha lasciato la moglie e cinque figli, residenti in Tunisia. Per fortuna le fiamme non hanno raggiunto i due ordigni risalenti alla seconda guerra mondiale. Per alcuni minuti si è pensato di far evacuare il quartiere, nei pressi della chiesa di Santa Maria di Betlemme. Invece è stato sufficiente transennare l’area, sorvegliata da una pattuglia della polizia.

E’ stato l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno dovuto raggiungere a piedi il vicolo, a evitare il peggio. Se gli ordigni fossero stati lambiti dalle fiamme, le case vicine sarebbero state investite dalle deflagrazioni. Il rischio è stato concreto. Il gas che fuoriusciva dalla bombola gpl originava lingue di fuoco che, rimbalzando sulla vicina parete, tornavano verso la bombola, surriscaldandola. E’ stata una questione di secondi. Con i loro getti d’acqua i pompieri hanno spento il fuoco prima che accadesse l’irreparabile, in una folle corsa contro il tempo in cui hanno rischiato davvero grosso. Se la bombola fosse esplosa, la deflagrazione avrebbe spazzato via la squadra, provocando quasi certamente lo scoppio dei due ordigni bellici nascosti nello scantinato. Sarebbe successo il finimondo. Peraltro, l’impervio vicolo non avrebbe consentito un deflusso ordinato dei residenti che, comprensibilmente presi dal panico, avrebbero potuto mettere a rischio la loro stessa incolumità, nel tentativo di mettersi in salvo.

Ma questo scenario apocalittico è stato scongiurato dal pronto intervento dei vigili del fuoco, avvisati da un residente mattiniero che, avendo avvertito l’acre odore del fumo, si era affacciato dal balcone, trovandosi dinanzi alle fiamme che avevano ormai avvolto come una pira funeraria la casupola. Come se non bastasse, il tugurio era colmo di merce altamente infiammabile, in particolare capi d’abbigliamento che lo sfortunato immigrato vendeva per strada. Resta da accertare come mai i due ordigni si trovassero nello scantinato come se nulla fosse. In effetti la vecchia casupola si trova in una delle zone più antiche della città.

E’ quasi certo che la vittima fosse all’oscuro del fatto che i du eproiettili di mortaio si trovassero nello scantinato fin dai tempi del secondo conflitto mondiale, altrimenti non avrebbe lasciato il fornello della cucina acceso. Un gesto incauto che gli è stato comunque fatale. Pare che l’immigrato vivesse in uno stato di semi indigenza, senza servizi igienici e privo dell’elettricità. Pare altresì che fosse diabetico. Una tragedia, che avrebbe potuto assumere proporzioni gigantesche, consumatasi in una notte gelida dove la temperatura era addirittura scesa a zero gradi centigradi.

Nella Galleria sotto le foto della casa bruciata. Cliccateci sopra per ingrandirle.

Il monolocale distrutto dalle fiamme I resti anneriti della merce La piccola casa bruciata in via Sant´Andrea
La casa transennata La facciata del monolocale bruciato L´interno del monolocale dov´è morto nel sonno il tunisino