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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 513
MODICA - 15/02/2009
Cronache - Modica: si è chiuso il processo scaturito dall’operazione "Freeland"

Truffe: condannati a 22 anni di carcere 15 vittoriesi

Altri 4 imputati sono stati assolti. Erano accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno delle aziende agricole
Foto CorrierediRagusa.it

Avevano raggirato diverse aziende agricole dello Sciclitano. Adesso sono stati condannati a complessivi 22 anni di carcere 15 dei 19 imputati, tutti vittoriesi, del processo scaturito dall’operazione antitruffa «Freeland» condotta dalla Polizia nell’aprile 2004 lungo l’asse Vittoria – Scicli.

Il collegio penale presieduto dal giudice Sandra Levanti (Patricia Di Marco e Maurizio Rubino a latere), dopo ben dodici ore di camera di consiglio ha emesso a notte fonda la sentenza, infliggendo agli imputati 78 anni in meno rispetto alla pena richiesta dal sostituto procuratore Domenico Platania: un secolo tondo per tutti.


LE 15 CONDANNE E LE 4 ASSOLUZIONI - L’assoluzione è arrivata solo per quattro imputati: Angelo Nastasi, Giovanni Cilia, Giuseppe Centorbi e Salvatore Melfi. Le pene più pesanti, oltre due anni di carcere, sono state inflitte a Giombattista Muccio, Giuseppe Nifosì, Giovanni Rizza, Giuseppe Romano e Giovanni Siciliano. Pena minore per Rosario Cassibba: 6 mesi di reclusione e 150 euro di multa. Condannato a un anno e 280 euro di multa, Angelo Rimmaudo, pena sospesa. Antonio Giovanni Rimmaudo ha avuto inflitti un anno e 8 mesi di reclusione e 500 euro di multa; Roberto Scifo, un anno e 10 mesi e 600 euro di multa; Emanuele Di Fede, un anno e 8 mesi di reclusione e 500 euro di multa; Rocco Cassisi, un anno e 3 mesi e 340 euro; Venerando Lauretta un anno e 3 mesi di reclusione e 340 euro di multa; Pietro Noto e Giovanni Sbezzo, un anno e 200 euro ciascuno; Giovanni Galifi, un anno e 8 mesi, e 500 euro di multa.


COME VENIVANO PIANIFICATE LE TRUFFE - Gli imputati erano accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno delle aziende agricole dello Sciclitano. Quattro anno fa finirono in manette 24 persone, alcune delle quali chiusero il loro conto con la giustizia facendo ricorso ai riti alternativi, tra i quali il patteggiamento della pena. Per gli altri era scattato il rinvio a giudizio. Parti civili nel procedimento erano i titolari delle quattro aziende truffate, con sede in territorio di Scicli, difesi dall’avvocato Rinaldo Occhipinti. Il meccanismo della truffa era ben collaudato: uno dei vittoriesi presentava i complici agli ignari titolari delle aziende. Venivano ordinate modeste quantità di prodotti, pagati in contanti. Una volta conquistata la fiducia, la truffa prevedeva l’ordine di un ingente quantitativo di merce che veniva poi pagato con assegni privi di fondi o di provenienza furtiva.