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MODICA - 28/01/2009
Cronache - Scicli - Le richieste del pm del tribunale di Catania

Operazione "Mixer": chiesti
14 anni per Fulvio Mormina

L’operazione antidroga condotta nello Sciclitano dai Carabinieri Foto Corrierediragusa.it

Quattordici anni di carcere sono stati chiesti dal pm del tribunale di Catania, al termine della requisitoria, per Fulvio Mormina (nella foto). Lo sciclitano fu arrestato dai carabinieri nel maggio 2008 a Scicli assieme ad altre 37 persone, al termine dell’operazione antidroga «Mixer», coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catania e che sgominò un’organizzazione retta dallo stesso Mormina.

Sei anni di reclusione sono stati chiesti dal pm per Angelo Scifo, 25 anni, di Scicli, ritenuto dagli inquirenti il braccio destro di Mormina. Pene minori sono state chieste per Carmela Adamo, l’unica donna del gruppo, Massimiliano Gesso, Antonio Occhipinti, Carmelo Ferraro, Pietro Agosta, Bartolomeo Carnemolla, Davide Caruso, Vincenzo Mallia, Roberto Rinzo, Rosario Timperanza, Bartolomeo Trovato, Luca Timperanza, Antonino Collura di Canicattì e Salvatore Lombardo di Palermo. Avevano già patteggiato la pena Vincenzo Caccamo e Francesco Aprile. Solo quest’ultimo aveva ammesso le proprie responsabilità, mentre tutti gli altri si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Ad Aprile erano stati applicati dal magistrato due anni di carcere, pena sospesa e diecimila euro di multa. Caccamo aveva invece patteggiato la pena di cinque anni di reclusione.

Alcuni dei soggetti arrestati erano incensurati e spacciavano in gruppi formati da due o al massimo tre persone. Secondo l’accusa, l’organizzazione spacciava cocaina, eroina e hascisc tra piazza Italia, salotto buono di Scicli, e il villaggio Jungi, la zona più decentrata nei pressi del campo sportivo. La sostanza stupefacente veniva reperita anche a Roma e passava per Palermo, Messina, Agrigento e Trapani. Erano i più fidati del gruppo a fare da corriere. Le prossime due udienze saranno dedicate alle arringhe difensive, tra cui quella dell’avvocato Ignazio Galfo.