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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:00 - Lettori online 1354
MODICA - 16/12/2008
Cronache - Modica - L’accusa è quella di omicidio colposo

Medico a giudizio per il decesso dell´ex portiere del Modica

Gianni D’Angelo aveva militato anche nello Scicli nel Comiso.
La vittima morì nel 2007 per un infarto all’ospedale "Maggiore"
Foto CorrierediRagusa.it

Con l’accusa di omicidio colposo è stato rinviato a giudizio dal gup il medico Letterio Trimarchi, originario di Catania e di turno al pronto soccorso dell’ospedale "Maggiore" (nella foto) quel fatidico 29 ottobre 2007, quando morì il modicano Gianni D’Angelo, 51 anni, a causa di un infarto a quanto pare non diagnosticato per tempo. E’ quanto a suo tempo appurato dalla perizia del cardiologo Giuseppe Vinci e del medico legale Francesco Coco.

Stando agli esiti del lavoro dei due periti, almeno un medico di turno al pronto soccorso fu in parte responsabile della morte del modicano. Quel giorno era appunto di servizio Trimarchi, che si occupò di D’Angelo quanto questi si presentò accusando acute fitte al petto. Il modicano era alle dipendenze del comune con la mansione di attacchino. Aveva bazzicato il mondo del calcio rivestendo il ruolo di portiere, negli anni settanta, nel Modica e in altre squadre iblee quali Scicli e Comiso. Dopo il decesso, furono i familiari a sporgere denuncia.

I carabinieri sentirono le testimonianze dei medici e degli infermieri che prestarono le prime cure a D’Angelo che, stando a quanto dichiarò la moglie, venne sottoposto ad elettrocardiogramma e quindi spedito per ben due volte a casa senza che gli venisse diagnosticato alcun disturbo grave. Al terzo viaggio al pronto soccorso, resosi necessario per l’acuirsi del dolore, a D’Angelo sarebbe stata somministrata una flebo, dopodiché il modicano crollò al suolo privo di vita.

Questa circostanza fatale, come appurato dalla perizia di parte e da quella disposta dalla Procura, sarebbe potuta essere facilmente riscontrabile con una Tac che, stando a quanto dichiarato dai familiari, non venne eseguita. Il medico, che dovrà comparire il prossimo 23 marzo dinanzi al giudice monocratico, è difeso dall’avvocato Carmelo Ruta.