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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 987
MODICA - 25/11/2008
Cronache - Modica - L’operaio stava lavorando in un’abitazione di via Pulino

Sta meglio l´operaio 21enne caduto dal ponteggio

Il modicano potrebbe essere dimesso entro venerdì
Foto CorrierediRagusa.it

Sta meglio l´operaio modicano di 21 anni, G.M.T, caduto da una impalcatura. Il giovanissimo muratore, vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro, per fortuna non mortale, si trova ricoverato al «Cannizzaro» di Catania ma potrebbe essere dimesso entro venerdì, alla luce del netto miglioramento delle sue condizioni cliniche.

Il giovane si stava occupando, assieme ai colleghi, della ristrutturazione di una casa all’ingresso di via Michele Pulino, nei pressi del quartiere d’Oriente. All’improvviso è scivolato da una impalcatura, rovinando al suolo da circa due metri d’altezza. Il malcapitato ha sbattuto con violenza la nuca contro l’asfalto, procurandosi un trauma cranico cervicale con emorragia interna.

La casa oggetto dei lavori resta sotto sequestro (nella foto) in attesa che gli ispettori del lavoro facciano chiarezza sull’esatta dinamica dell’incidente, accertando se l’impalcatura dalla quale è precipitato il giovane presentasse o meno i requisiti minimi in materia di sicurezza sul lavoro, previsti dalla rigida normativa europea.

In Italia, dall’inizio dell’anno, sono stati oltre duemila gli incidenti mortali sul lavoro, di cui il 20% nel comparto edile. Dati agghiaccianti che inducono alla riflessione, come evidenziato nel corso dell’assemblea degli edili della Fillea Cgil. «Spesso – ha detto il segretario nazionale Fillea Enzo Campo – gli operai sono costretti ad improvvisarsi trapezisti su impalcature sospese nel vuoto senza la necessaria ed obbligatoria messa in sicurezza. Non a caso le cadute dai ponteggi sono tra le cause più frequenti degli incidenti sul lavoro, mortali e non. Ecco perché – ha concluso Campo – stiamo spedendo in tutto il paese lavoratori da noi formati affinché sensibilizzino i loro colleghi all’importanza dell’utilizzo degli strumenti antinfortunistica».

«Al contempo – ha aggiunto il segretario generale Fillea Ragusa Salvatore Carpintieri – non ci stancheremo mai di invocare e pretendere un rafforzamento della vigilanza sui cantieri, in modo da costringere gli imprenditori ad investire sulla sicurezza. Bisogna una volta per sempre smetterla con questi drammi, e richiudere una ferita rimasta aperta per troppo tempo». Dello stesso tenore gli interventi del segretario generale Giovanni Avola e di quello cittadino Nicola Colombo.

(Nella foto in alto i sigilli apposti sul portone dell´abitazione dove stava lavorando l´operaio prima dell´incidente, al momento sotto sequestro giudiziario)

Enzo Campo e Nicola Colombo Salvatore Carpintieri