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MODICA - 10/11/2008
Cronache - Modica - Operazione della polizia dopo le segnalazioni dei residenti

Modica Alta a rischio spaccio, arrestato piccolo pusher

Sotto osservazione piazza San Giovanni e il quartiere Pizzo Foto Corrierediragusa.it

S. Giovanni, Via don Bosco, belvedere del Pizzo. E’ qui che si concentrano i maggiori pericoli per i giovani della città. Lo spaccio di sostanze stupefacenti, leggere e non, si consuma in questo triangolo che è delimitato emblematicamente da tre chiese. Quella di S. Giovanni, di S. Antonio e quella dell’oratorio. La presenza della comunità parrocchiale e di associazioni di volontariato non riesce a debellare un fenomeno che è percepito come pericoloso e deviante da famiglie, residenti, dagli stessi giovani che vogliono tenersi alla larga dal consumo e dagli spacciatori, che non sono molti ma sono pervasivi ed aggressivi del mercato. L’ultimo arresto di un giovane, Giorgio Assenza , 20 anni, non è che la conferma che il problema esiste.

« Conosciamo i soggetti che spacciano , li vediamo girare per il quartiere, frequentano alcuni locali sulle strade principali, si muovono con circospezione; hanno orari ben precisi, modi riconoscibili ma nessuno riesce a fare pulizia – denuncia Don Gino Tirrito , salesiano, parroco di S. Antonio e dell’oratorio Don Bosco – Da quando l’oratorio funziona a mezzo servizio, dice Don Tirrito, il pericolo si sta diffondendo di più. Prima riuscivamo a tenerli meglio sotto controllo, a rintuzzarli, ma è sempre più difficile. Abbiamo avuto il vigile di quartiere ma da un anno il servizio è stato sospeso e questo non ci aiuta di certo anche se c’è da dire che famiglie e giovani sono per la maggior parte sani e collaborano con noi».

La polizia tiene dal suo canto Modica Alta sotto controllo ma deve scontare carenze di organico ed anche le difficoltà di muoversi in zone dove i mezzi in dotazione non sono l’ideale; si tratta infatti di viuzze, di vicoli, di stradine che si intersecano e non permettono alle macchine di ordinanza una presenza capillare o comunque mobile. Il fermo e poi l’arresto di Giorgio Assenza è stato portato a termine dagli agenti del commissariato nella mattinata di sabato proprio al Pizzo, luogo solito di incontro, di appuntamento tra i giovani della zona.

E’ uno spazio che si affaccia sulla città, ben illuminato, ma che non scoraggia i malintenzionati, in tutte le ore del giorno. « Questo è un belvedere, un posto magnifico, non c’è spazio, e non c’è mercato di droga» dice Cristopher Tuè che si diletta con i suoi attrezzi da giocoliere sullo spiazzale – Io ed i miei amici frequentiamo questo luogo, lo teniamo pulito e non abbiamo notato quello che dice la polizia. Il Pizzo è sano». Non per la polizia che con agenti a piedi, in borghese, tiene un occhio fisso sul balcone della città. E’ da qui che ha preso le mosse l’arresto di Giorgio Assenza a casa del quale è stata trovata una certa quantità di hascic e strumenti di precisione per tagliare e confezionare la sostanza stupefacente.

« Abbiamo raccolto segnali, allarmi, richieste delle famiglie e dei residenti – dice Antonietta Malandrino , dirigente del commissariato – Negli ultimi tempi è stato segnalato un aumento del consumo di droga ed abbiamo messo su alcuni servizi dedicati». « C’è preoccupazione nel quartiere, ammette don Giuseppe Amore, parroco di S. Giovanni – Qualche anno fa c’è stato un morto ed è stata una tragedia per tutta la comunità. Nonni e genitori sono sul chi vive».Don Gino Tirrito chiede da parte sua un patto tra comunità parrocchiali, famiglie, giovani, stampa, forze di polizia. « Vorrei che tutti ci incontrassimo attorno ad un tavolo per discutere di questo problema. Lancio la proposta perché il problema è troppo grande per essere sottovalutato. Ognuno faccia la sua parte e parli della sua esperienza. Se conosciamo a fondo il problema lo possiamo risolvere altrimenti rischiamo di andare avanti così».