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Sabato 26 Maggio 2018 - Aggiornato alle 12:14
MODICA - 15/11/2017
Cronache - Un’altra casa a luci rosse è stata chiusa anche nel capoluogo

Casa alla prostituta: modicano denunciato

Grazie alla collaborazione dei cittadini Foto Corrierediragusa.it

Due case del piacere sono state chiuse in poche ore negli Iblei. E’ grazie alla collaborazione dei residenti se la polizia ha subito scoperto l’attività di prostituzione in una casa del centro storico di Modica. Lo stridente connubio tra barocco e lussuria dava fastidio ai cittadini, accortisi di un ininterrotto viavai da una abitazione nel cuore antico della città. E così la telefonata alla polizia ha consentito agli agenti del commissariato diretto dal vice questore aggiunto Nicodemo Liotti di scoprire una avvenente 40enne brasiliana che si prostituiva nella casa ricevuta in locazione da un modicano 58enne consenziente, che, per tale motivo, è stato denunciato all’autorità giudiziaria. L’uomo non è peraltro nuovo ad episodi del genere. L’irruzione nell’immobile abitato dalla straniera ha consentito di rinvenire profilattici, frustini, materiale per giochi erotici e altro ancora, utilizzati dalla donna con i clienti, per soddisfare le più disparate richieste, anche sadomaso. Il materiale e il contante dato alla prostituta da un cliente che aveva appena fruito di una prestazione sessuale sono stati sequestrati.

L’attività investigativa ha quindi portato alla luce l’attività di favoreggiamento della prostituzione da parte del modicano che, consapevole del reale utilizzo dell’abitazione ceduta in affitto a straniere provenienti da altre regioni d’Italia, lucrava ingenti somme di denaro. E’ stata la stessa prostituta a raccontare in seguito agli agenti di aver pagato al proprietario del monolocale una pigione di 350 euro per una sola settimana di utilizzo.

L’altra casa a luci rosse è stata scoperta e chiusa in via Santissimo Rosario a Ragusa, anche in questo caso in pieno centro storico e sempre su segnalazione degli infastiditi residenti. A prostituirsi erano 2 transessuali e una donna, tutti di origini colombiane e regolari sul territorio nazionale in quanto titolari di permesso di soggiorno. Al momento dell’irruzione nell’immobile era presente anche un vittoriese che aveva appena consumato una prestazione sessuale. Il proprietario della casa aveva stipulato un contratto regolare con la colombiana che esercitava la prostituzione, per poi ospitare i due trans con lo stesso scopo.