Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 606
MODICA - 02/11/2017
Cronache - Sequestrate 10 tonnellate di pesticidi. Intervento del Codacons

Denunciati 9 titolari di aziende "Bio"

Nei territori dei comuni di Modica, Scicli, Ragusa, Ispica, Pozzallo, Vittoria, Acate, Siracusa e Bologna Foto Corrierediragusa.it

Prodotti spacciati per «bio» ma che proprio al 100% non lo erano: partendo da queste basi la guardia di finanza ha scoperto una maxi truffa nel settore dell’agricoltura biologica siciliana, ed iblea in particolare. Frutta e verdura sono stati spacciate per «bio» e venduti in Italia e all’estero, quando invece sarebbero stati coltivati con pesticidi tradizionali. Gli imprenditori agricoli indagati avrebbero inoltre percepito fondi europei per l’agricoltura biologica, con una frode da un milione di euro e per tutti è scattata la denuncia. E’ così venuta alla luce questa maxi frode che interessa, oltre al Ragusano, anche il Siracusano. I finanzieri hanno effettuato perquisizioni e sequestri in nove aziende agricole «biologiche». I nove titolari sono indagati per i reati di frode in commercio e truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione europea.

Gli indagati avrebbero percepito indebitamente finanziamenti ed incentivi all’agricoltura per circa un milione di euro. I finanzieri hanno effettuato per mesi indagini tecniche, pedinamenti, appostamenti ed analisi di movimentazioni bancarie, attraverso le quali sono state passate a setaccio le aziende certificate «bio», ovvero specializzate nella coltivazione e produzione di prodotti agricoli immuni dall’uso di agenti chimici, nei Comuni di Modica, Scicli, Ragusa, Ispica, Pozzallo, Vittoria, Acate, Siracusa e Bologna. Le indagini sono state avviate all’inizio del 2017. La guardia di finanza ha scoperto un articolato sistema di frode finalizzato alla commercializzazione sia in Italia che in Francia, Germania e Inghilterra. In particolare sono stati messi in commercio prodotti ortofrutticoli derivanti da agricoltura «convenzionale», ma che invece venivano etichettati come provenienti da agricoltura «Biologica e Biodinamica».

In molti casi, per soddisfare la crescente domanda dei mercati esteri, in eccesso rispetto alle disponibilità di raccolto, sarebbero stati incamerati nei magazzini aziendali destinati al prodotto biologico, anche partite di merce convenzionale, provenienti direttamente da terreni, non certificati «bio», di ignari produttori agricoli della zona. E’ stato scoperto che anche i risultati delle analisi chimiche sarebbero stati alterati su campioni di prodotti, che venivano poi confezionati ed etichettati con la tipica raffigurazione della «fogliolina verde», per essere destinati alla grande distribuzione ad un prezzo notevolmente superiore rispetto a quello di acquisto e di produzione. In alcuni casi frutta e verdura sarebbero vendute come materia prima «biologica» all’industria di imbottigliamento locale.

I finanzieri hanno anche sequestrato oltre 10mila chili tra prodotti chimici, fertilizzanti, concimi, sementi alterate e pesticidi rigorosamente vietati in agricoltura biologica, rinvenuti nei magazzini aziendali e nei terreni. Per questo tipo di coltivazioni sarebbero stati illecitamente percepiti contributi e finanziamenti pubblici della Politica Agricola Comune europea, quale aiuti alla produzione. In alcuni casi, i finanzieri sono riusciti anche a risalire alle ditte fornitrici degli agenti chimici vietati, scoprendo, tra l’altro, un sistema di evasione fiscale di oltre 200 mila euro. È stata sequestrata anche tutta la documentazione contabile relativa ai rapporti commerciali intrattenuti dalle aziende indagate con clienti e fornitori nazionali ed esteri, nonché quella extracontabile che era stata nascosta. L’esame della documentazione sequestrata ha dunque consentito di quantificare in oltre 8 milioni di euro l’ammontare delle movimentazioni di falsi prodotti «bio» effettuate dalle aziende controllate.

CODACONS: "UNA VICENDA GRAVE CHE CREA MOLTI DANNI"
"Una vicenda che crea un enorme danno a tutto il settore del biologico italiano, perché mina la fiducia dei consumatori, disposti a spendere di più per prodotti che abbiano la certificazione Bio": lo afferma il Codacons, commentando il sequestro della Guardia di Finanza nell´ambito dell´operazione "Simbiosi" nei confronti di aziende certificate "Bio" che percepivano indebitamente anche contributi dalla Ue. «Queste aziende non solo hanno percepito soldi senza averne diritto, ma hanno arrecato un danno a tutti gli operatori onesti che lavorano nel settore del biologico, e che subiscono un danno di immagine e reputazionale enorme – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons e Consigliere della Camera di Commercio del Sud-Est – Chiediamo formalmente alle autorità di fornire i nomi dei soggetti coinvolti nella truffa, perché nei loro confronti dovranno essere attivate le doverose azioni di rivalsa da parte di agricoltori, allevatori, coltivatori e venditori «bio» danneggiati dagli illeciti commessi».

«I consumatori italiani sono sempre più protesi verso il biologico, e sono disposti a spendere di più per prodotti sani e privi di pesticidi o contaminazioni chimiche – conclude Tanasi – per questo truffe simili sono inaccettabile perché sfruttano la buona fede dei cittadini a arrecano un danno all’intero settore».