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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 743
MODICA - 29/10/2008
Cronache - Modica - La sentenza di secondo grado ribalta quella precedente

Nino Gerratana assolto in appello dal millantato credito

Il consigliere comunale era stato condannato a un anno e 4 mesi Foto Corrierediragusa.it

Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di millantato credito. I giudici della corte d’appello di Catania hanno ribaltato la sentenza di primo grado emessa lo scorso 23 novembre dal Tribunale di Modica a carico di Nino Gerratana (nella foto), già assessore all’ecologia e attuale consigliere comunale indipendente, dopo una breve militanza in Mpa. Poco meno di due anni fa il collegio penale presieduto dal giudice Giovanna Scibilia, condannò Nino Gerratana a un anno e quattro mesi di carcere, con la sospensione condizionale, oltre al pagamento di 800 euro di multa.

Gli stessi giudici assolsero l’imputato, perché il fatto non sussiste, dal ben più grave reato di estorsione. Il pm Maria Mocciaro propose invece la condanna per entrambi i capi d’imputazione a complessivi quattro anni di carcere e mille 200 euro di multa. Nino Gerratana, prosciolto già in udienza preliminare dal reato di usura, fu arrestato a casa sua dalla polizia all’alba del 21 giugno 2003 e quindi rinchiuso per diciassette giorni nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta. Poi la remissione in libertà per l’annullamento della misura di custodia cautelare deciso dai giudici del Tribunale della Libertà di Catania, che ritennero estraneo ai fatti, a fronte della mancanza degli indizi gravi di colpevolezza.

«Il ribaltamento della sentenza in appello ha confermato quelle che erano le mie certezze su una piena assoluzione del mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Carmelo Scarso – perché ero e sono convinto del fatto che il castello accusatorio sia stato sempre basato sul nulla». Soddisfatto si è dichiarato Nino Gerratana della sentenza assolutoria di secondo grado. Il principale accusatore di Gerratana fu Angelo Savarino, titolare dell’impresa di pulizie «Delfino», secondo cui il consigliere comunale avrebbe estorto ingenti somme di denaro in più episodi allo stesso Savarino, che avrebbe consegnato assegni per svariati milioni del vecchio corso a Gerratana a titolo di pagamento per il lavoro svolto da quest’ultimo in qualità di consulente.