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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1273
MODICA - 17/10/2007
Cronache - Modica - A causa di un tiramisù preparato in casa

Un´intera famiglia in ospedale
per la salmonellosi

Non versano in pericolo di vita grazie all’intervento dei medici Foto Corrierediragusa.it

Un tiramisù amaro. Un cenetta in famiglia è finita in ospedale per cinque componenti di due nuclei familiari. Per loro i medici del reparto di malattie infettive del Maggiore hanno dovuto aggiungere quattro letti di emergenza per tenerli sotto osservazione mentre il quinto commensale è stato rimandato a casa con le dovute raccomandazioni da osservare.

La diagnosi per i quattro ricoverati è di infezione tossica alimentare da salmonella che ha procurato febbre oltre i quaranta gradi, giramenti di testa, diarrea continua con conseguente disidratazione. « Sono i sintomi classici della salmonella ? dice il primario del reparto Antonio Davì ? Bisogna stare attenti, osservare sempre con scrupolosità le norme igieniche lavandosi le mani. Soprattutto quando si maneggiano ed usano uova che possono contenere in sé il batterio della salmonella. Le uova devono essere lavate con acqua fredda prima dell’uso ».

Tutto è cominciato quando il più giovane dei ricoverati per festeggiare la fidanzata e la sua famiglia ha pensato bene di preparare un tiramisù. Ha comprato le uova in un supermercato di Modica Alta nella consueta confezione sigillata da sei e si è messo al lavoro. La serata è andata bene ed i complimenti per il giovane fidanzato si sono sprecati per la sua arte culinaria.

Poi nel corso della notte i primi sintomi di malessere; conati di vomito, diarrea , temperatura che si è alzata. La decisione di recarsi in ospedale di primo mattino è stata repentina anche perché i contatti tra i componenti le due famiglie hanno confermato i sospetti. Al Maggiore i medici del reparto di malattie infettive non hanno avuto problemi di sorta ad individuare la salmonellosi e a sottoporre i quattro ricoverati ad una terapia d’urto che dovrebbe riportare a casa nel giro di qualche giorno i malcapitati. A patto che non festeggino lo scampato pericolo con un altro dolce fatto in casa.