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MODICA - 25/10/2008
Cronache - Modica - 34 imputati dovranno comparire dinanzi al Tribunale

Funzionari e dipendenti rinviati a giudizio per truffa allo Stato

Soprintendenza di Ragusa, comune di Modica, un notaio e alcuni imprenditori. L’accusa è di associzione per delinquere
Foto CorrierediRagusa.it

Rinvio a giudizio per i 34 imputati tra dipendenti della Sovrintendenza e del comune di Modica, l’impiegato di un istituto di credito, un consulente bancario, un notaio e alcuni imprenditori, tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato.

I 34 imputati dovranno comparire dinanzi al collegio penale l’11 febbraio 2009, come deciso dal gup Maria De Bernardin che, in udienza preliminare, ha alla fine rigettato le richieste di patteggiamento della pena che erano state avanzate dalla difesa, decidendo per il rinvio a giudizio. Solo all’imprenditore Giorgio Iemmolo è stato consentito di chiudere i conti con la giustizia, avendo patteggiato la pena di tremila euro di multa.

Dovranno invece comparire dinanzi al Tribunale la già soprintendente Beatrice Basile e i funzionari Calogero Rizzuto, Giuseppe Saggio e Francesco Ascanio. Gli altri imputati sono Giuseppe Castagnetta, Francesco Fratantonio, Antonino Di Rosa, Alessandro Modica, Graziella Candiano, Giorgio Buscema, Ignazio Morana, Giorgio Sarta, Pietro Spadola, Sabina Modica, Maurizio Currò, Andrea Dominici, Michele Rizzo, Rosaria Pitino, Vincenzo Iemmolo, Rosario Puglisi, Natale Modica Agnello, Rosario Spadaro, Marco Spadaro, Biagio Guastella, Giorgio Iachinino, Gianluca Regali, Pietro Spadola, Marcello Abbate, Franco Cerruto, Raffaele Cappello, Giuseppe Cappello, Giuseppe Terranova, Giovannella Abate e Francesco Di Raimondo.

Il rinvio a giudizio scaturisce dalle indagini avviate sulla concessione a suo tempo rilasciata dall’ufficio tecnico comunale per la costruzione di un impianto per il riciclaggio di rifiuti speciali a cava Giarrusso. Stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura, gli imputati si sarebbero messi d’accordo per attuare un progetto volto all’ottenimento, in maniera illecita, di finanziamenti piuttosto ingenti da parte del ministero per le attività produttive. Per addivenire a questo scopo, gli imputati avrebbero redatto false attestazioni, in modo da ottenere in tempi rapidi le somme richieste, pur non possedendone i requisiti.

In altre parole, ciascuno per le proprie responsabilità, i 34 imputati avrebbero eluso la normativa vigente in materia ambientale per la realizzazione dell’impianto di riciclaggio dei rifiuti nelle campagne modicane, producendo false autocertificazioni e documenti alterati per aggirare gli ostacoli normativi in ordine ai requisiti previsti per legge e non posseduti dai richiedenti. Pare che, attraverso le concessioni rilasciate in maniera illegittima dall’ufficio tecnico comunale, risulterebbe agli atti l’esecuzione di opere e manufatti esistenti solo sulla carta.

(Nella foto in alto il palazzo di giustizia di Modica)