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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 12:37 - Lettori online 640
MODICA - 15/06/2017
Cronache - Decisione assunta dal dirigente del provveditorato agli studi

Sospensione cautelare per le 2 maestre

La sospensione cautelare durerà fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla vicenda Foto Corrierediragusa.it

Provvedimento di sospensione cautelare per le due maestre di Modica, qualche giorno fa rinviate a giudizio dal gup Andrea Reale e che dovranno comparire il 5 marzo 2018 davanti al giudice del tribunale di Ragusa, nel processo di primo grado per maltrattamenti ai piccoli alunni, con 4 famiglie già costituitesi parte civile. La decisione è stata assunta dal dirigente del provveditorato agli studi di Ragusa all’indomani della diffusione del video da parte della polizia, che mostra le immagini registrate all’insaputa delle due maestre dalle telecamere nascoste, a suo tempo piazzate nell’ambito delle indagini, a seguito delle denunce che furono sporte da alcune mamme, preoccupate dalla circostanza che i loro figli si mostrassero riluttanti ad andare all’asilo. In attesa di diventare esecutivo, il provvedimento di sospensione cautelare è arrivato sulle scrivanie dei dirigenti scolastici dei plessi scolastici De Amicis di Piano del Gesù e Giacomo Albo, dove le due maestre hanno finora continuato a lavorare.

La sospensione cautelare decisa dal provveditorato agli studi di Ragusa, che si è attenuto alla normativa, durerà fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla vicenda, nell’ambito del processo penale di primo grado. Questa decisione è agli antipodi rispetto a quanto a suo tempo stabilito dal gip del tribunale di Ragusa Claudio Maggioni, nell’ambito dell’esame della richiesta di sospensione cautelare delle insegnanti allora formulata dal pubblico ministero. Nell´ordinanza si leggeva: «Deve essere rigettata la richiesta del pm di applicazione della misura interdittiva della sospensione dell´esercizio del pubblico servizio, nei confronti delle maestre Giuseppina Nicolosi e Graziella Spadaro, difettando i gravi indizi di colpevolezza del reato di maltrattamenti loro contestato. Ritiene questo giudice che i fatti non siano tali da integrare il delitto di maltrattamenti». Tutto ciò in quanto, chiudeva l’ordinanza del gip, «Non erano emersi dalle indagini elementi tali da far presumere comportamenti violenti, minacciosi o vessatori nei confronti degli alunni, né che tali comportamenti abbiano avuto una gravità tale da cagionare sofferenze psichiche e fisiche agli alunni stessi».

Evidentemente, ora, dopo la visione del video, il provveditorato agli studi di Ragusa ha deciso di agire diversamente. «Alzati, ti arrivano tanti di quegli schiaffoni, brutto maleducato. Sei un bambino insopportabile. E’ un incubo. Non lo fare più, non ti azzardare»: sono alcune delle frasi che si sentono nel video e che le maestre rivolgono ad alcuni piccoli alunni, tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni, nell’ambito di un atteggiamento non appropriato al delicato ruolo di responsabilità da loro rivestito. Tutto ciò risale al 2015, nell’ambito dei fatti accertati alla scuola materna «De Amicis» di Piano del Gesù a Modica Alta. Le imputate Giuseppina Nicolosi e Graziella Spadaro, rispettivamente di 45 e 59 anni, sono difese dagli avvocati Antonio Borrometi ed Enzo Rizza, secondo cui «Nel processo troveranno la giusta collocazione le solide argomentazioni difensive delle imputate, che porteranno ad una sentenza assolutoria nella quale i difensori credono fermamente».