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Giovedì 19 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 16:25 - Lettori online 1125
MODICA - 07/11/2016
Cronache - Nel registro degli indagati il nome del titolare

VIDEO Inchiesta su incendio "Ovo Blanco"

Intanto oggi il giorno dell’ultimo saluto ad Alessio Iabichella, morto intrappolato tra le fiamme Foto Corrierediragusa.it

Mentre oggi è il giorno dell’ultimo saluto ad Alessio Iabichella, il 26enne elettricista e calciatore morto nell’incendio di venerdì scorso all’azienda avicola «Ovo Blanco» sulla Modica mare, proseguono le indagini per far luce sulla tragedia.


La procura indaga per l’ipotesi di reato prospettabile di omicidio colposo e sul registro degli indagati è finito per il momento il nome del titolare dell’azienda, come atto dovuto. Al vaglio dei carabinieri le immagini delle telecamere all’interno della struttura distrutta dalle fiamme, a quanto pare a causa di un cortocircuito di cui si devono appurare le possibili cause. E’ esclusa a priori l’ipotesi della matrice dolosa del rogo. Sembra che mentre stava per divampare il rogo, Iabichella ed un suo collega stessero parlando brevemente e in maniera agitata, evidentemente consapevoli del pericolo imminente, ma mentre quest’ultimo guadagna rapidamente l’uscita assieme agli altri dipendenti diretti dell’azienda, pare che Iabichella si diriga senza motivo apparente verso un’altra direzione, dove poi non ha trovato una via d’uscita, rimanendo intrappolato tra le fiamme. Non vedendo uscire il 26enne, si era subito fatto strada tra i dipendenti il terribile sospetto che fosse rimasto dentro la struttura in fiamme e pertanto si era tentato di entrarvi per cercarlo, ma il fuoco aveva già scatenato un vero inferno, rendendo impossibile accedere alla struttura, come raccontato il giorno successivo alla tragedia da un dipendente dell’azienda avicola (vedere video intervista di RagusaTelegraph). Proprio nei locali in cui è stato poi trovato il corpo carbonizzato nella tarda serata di venerdì la scientifica ha fatto tutte le foto ed i rilievi necessari a cristallizzare la scena, al fine di non tralasciare nessun dettaglio utile alle indagini volte ad accertare possibili responsabilità in ordine al funzionamento dell’impianto antincendio e degli altri dispositivi di sicurezza che evidentemente non hanno funzionato a dovere nonostante l’intera struttura fosse stata di recente revisionata e rammodernata in ossequio alle rigide normative sulla sicurezza sui posti di lavoro.

IL CORPO SENZA VITA TROVATO TRA LE MACERIE
Il corpo carbonizzato dello sfortunato giovane è stato ritrovato nella tarda serata di venerdì tra le macerie annerite e fumanti rimaste dopo l’inferno di fuoco scatenatosi in pochi secondi, a quanto pare, da un banale cortocircuito che avrebbe forse interessato anche il quadro elettrico al quale stava lavorando la vittima nell’ambito dei controlli periodici per conto di una ditta esterna specializzata. Il giovane era anche calciatore con i colori del Frigintini in prima categoria. E la squadra, in segno di lutto, ha saltato il turno di campionato. Per tutta la giornata di venerdì si erano rincorse le voci di speranza che volevano salvo il giovane da qualche parte, magari solo svenuto o bloccato dalle macerie. Man mano che le ore passavano e i vigili del fuoco cercavano disperatamente tra i locali distrutti, le seppure flebili speranze per un miracolo si sono affievolite, fino alla drammatica scoperta del corpo. I dipendenti della ditta avevano avuto il sentore che forse il 26enne potesse essere rimasto intrappolato in quell’inferno di fuoco e avevano eroicamente tentato di entrare per cercarlo, ma il muro di fiamme ha reso impossibile questo atto di coraggio, al punto che anche i vigili del fuoco hanno incontrato grossissime difficoltà per accedere nei locali, le cui temperature erano altissime. Lo scoramento di una lunghissima giornata campale ha poi giocoforza dovuto lasciare spazio al dolore e alla disperazione scaturite dalla macabra scoperta, che ha purtroppo concretizzato i peggiori sospetti. Alessio Iabichella viene ricordato come un ragazzo solare e di buon cuore che amava il suo lavoro, unitamente all’altra sua grande passione per il calcio e per la sua squadra: il Frigintini. Un collega e compagno di squadra stimato e apprezzato. Il bomber che tutti amavano e rispettavano. Già nella serata di ieri amici, compagni di squadra e giocatori modicani hanno riempito la sua pagina Facebook di messaggi di cordoglio mista ad incredulità e smarrimento. Dopo il grande incendio che ha distrutto la sede dell’Avimecc lo scorso agosto, un altro importante pilastro del mondo avicolo modicano subisce dunque danni pesanti. Una sorta di strana maledizione aggravata dal fatto che stavolta, purtroppo, c’è scappato anche il morto.