Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 17 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:20 - Lettori online 274
MODICA - 06/11/2016
Cronache - Disposta anche interdizione per cinque anni dai pubblici uffici

Condannato a 3 anni titolare ditta Puccia

Si tratta del 65enne Giorgio Puccia. Assolto il figlio Giuseppe Foto Corrierediragusa.it

Tre anni di reclusione e interdizione per cinque anni dai pubblici uffici per Giorgio Puccia, 65 anni, titolare dell´omonima impresa ecologica che gestisce il servizio di igiene ambientale a Modica, difeso dall´avvocato Mario Caruso. Assoluzione per il figlio Giuseppe, 45 anni, difeso dall´avvocato Salvatore Poidomani, e per l´assistente Giovanni Baglieri, 58 anni, difeso dall´avvocato Salvo Maltese. La sentenza è stata emessa dal collegio penale del tribunale di Ragusa. Si tratta del processo su un’indagine della guardia di finanza scaturita a seguito di quattordici denunce presentate a suo tempo da altrettanti operatori ecologici. Gli episodi erano molteplici. Secondo l´accusa, l´imprenditore avrebbe tenuto un atteggiamento provocatorio e intimidatorio nei confronti dei dipendenti anche quando l’azienda era gestita da un amministratore giudiziario nominato dal gip per la precedente inchiesta sulla gestione del servizio di igiene ambientale a Modica, limitando le facoltà dei loro dipendenti, adottando provvedimenti disciplinari a seguito di controlli che i lavoratori hanno ritenuto «eccessivi» .

Gli stessi avevano denunciato tra l’altro che l’azienda non avrebbe versato parte dei contributi previdenziali circa il trattamento di fine rapporto e sarebbero stati minacciati di licenziamento. Il collegio giudicante ha ritenuto valide le accuse di Claudio Barone, Massimiliano Damato, Pasquale Guerino, Corrado Moncada, Giuseppe Fidone e Francesco Provvidenza, patrocinati dagli avvocati Piero Sabellini, Orazio Maggio, Antonio Giannone e Loredana Calabrese. A tutti ha riconosciuto un risarcimento danni di 6 mila euro ciascuno, tranne a Damaso, al quale è stato invece riconosciuto un danno pari a 10 mila euro. La difesa ha già annunciato ricorso in appello avverso la sentenza di primo grado.