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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 757
MODICA - 22/09/2008
Cronache - Modica - Seconda udienza del processo a carico di tre imputati

Irregolarità nella gestione del porto: i testimoni confermano

Alla sbarra anche il già comandante della capitaneria Aruta Foto Corrierediragusa.it

La relazione del perito del pubblico ministero e le testimonianze di un paio di parti civili hanno ieri confermato le irregolarità riscontrate in questi ultimi anni dalle forze dell’ordine sul rilascio delle concessioni per lo svolgimento delle attività economiche nel porto di Pozzallo (nella foto).

Su alcuni aspetti relativi alla gestione della struttura è incentrato il processo che vede imputati il già comandante della Capitaneria di porto Bernardo Aruta, l’imprenditore Vincenzo Moscuzza e il funzionario del comune di Pozzallo Giovanni Gambuzza. Alcuni imprenditori operanti nel porto e costituitisi parte civile, uno di loro tramite l’avvocato Carmelo Scarso, ha riferito ai giudici del collegio penale di presunti «favori» a vantaggio di pochi altri colleghi.

«Chi non aveva santi in paradiso – è stato detto in aula – veniva quasi in automatico posto in una situazione di svantaggio, con evidenti disparità di trattamento rispetto ai «privilegiati» e conseguenti perdite economiche». Anche il perito ha evidenziato alcune incongruenze nell’affidamento di determinati appalti. Fu la denuncia degli operatori portuali penalizzati, tra i quali quelli sentiti ieri dal collegio penale, a far scattare l’inchiesta della Procura nel marzo 2004, sfociata nel rinvio a giudizio di Aruta, Moscuzza e Gambuzza per le irregolarità che caratterizzarono, in primis, le concessioni rilasciate per il rifornimento di carburante destinato alle navi mercantili.

Furono apposti i sigilli al silos di un deposito di carburante della struttura portuale appartenente a Moscuzza, poi dissequestrato dal tribunale del riesame di Ragusa. I tre imputati devono rispondere, ciascuno per le proprie responsabilità, della concessione rilasciata in maniera illegittima il 22 marzo 2004 per l’installazione di un serbatoio metallico fuori terra di 500 metri cubi. Prossima udienza il 26 novembre.