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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 970
MODICA - 22/09/2008
Cronache - Modica - Contestata anche l’associazione per delinquere

Truffa allo Stato, 37 imputati: prima udienza preliminare

Dal gup impiegati della Soprintendenza e del comune di Modica,
un impiegato di banca, un notaio e diversi imprenditori
Foto Corrierediragusa.it

Richiesta di patteggiamento nel processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato e che vede imputati dinanzi al gup 37 soggetti. Si tratta di dieci tra dipendenti della Sovrintendenza e del comune di Modica, l’impiegato di un istituto di credito, un consulente bancario, un notaio e alcuni imprenditori. Uno di loro ha deciso di chiudere i conti con la giustizia. E’ stato l’avvocato Maria Platania, con il consenso del pubblico ministero, ad aver richiesto ieri mattina il rito alternativo del patteggiamento della pena per il suo assistito. Il gup Maria De Barnardinis si è riservato di decidere se applicare la pena pecuniaria concordata dal difensore con il pm e pari a tremila euro.

Le indagini dalle quali ha preso le mosse il procedimento riguardano una concessione a suo tempo rilasciata dall’ufficio tecnico comunale per la costruzione di un impianto per il riciclaggio di rifiuti speciali a cava Giarrusso. Stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla procura, gli imputati si sarebbero messi d’accordo per attuare un progetto volto all’ottenimento, in maniera illecita, di finanziamenti piuttosto ingenti da parte del ministero per le attività produttive.

Per addivenire a questo scopo, gli imputati avrebbero redatto false attestazioni, in modo da ottenere in tempi relativamente rapidi le somme richieste, pur non possedendone i requisiti. In altre parole, ciascuno per le proprie responsabilità, i 36 imputati avrebbero eluso la normativa vigente in materia ambientale per la realizzazione dell’impianto di riciclaggio dei rifiuti nelle campagne modicane, producendo false autocertificazioni e documenti alterati per aggirare gli ostacoli normativi in ordine ai requisiti previsti per legge e non posseduti dai richiedenti. Pare che, attraverso le concessioni rilasciate in maniera illegittima dall’ufficio tecnico comunale, risulterebbe agli atti l’esecuzione di opere e manufatti esistenti solo sulla carta.

Autocertificazioni redatte in più occasioni attesterebbero altre circostanze simili che, come accertato dalla Guardia di Finanza in un lasso di tempo antecedente al febbraio 2006, non risulterebbero rispondenti alla realtà. Gli imputati avrebbero pertanto percepito indebitamente parte dei finanziamenti statali. Le parti offese nel procedimento risultano essere l’amministrazione finanziaria dello Stato, il ministero per le attività produttive, la Regione e il comune di Modica.