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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 548
MODICA - 18/09/2008
Cronache - Modica - Le indagini sul riciclaggio di denaro nella fase conclusiva

Perquisizioni dei finanzieri
nelle case di Torchi e Drago

Nel registro degli indagati anche i revisori dei conti:
l’ipotesi di reato prospettabile è quella di falso in bilancio
Foto Corrierediragusa.it

Perquisizioni domiciliari sono state eseguite ieri dalla Guardia di Finanza nelle abitazioni dell’ex sindaco Piero Torchi e del già assessore comunale al bilancio Carmelo Drago (da sx nella foto). I finanzieri si sono recati di buon mattino nei rispettivi domicili per acquisire nuova documentazione ed altri atti relativi alle indagini in corso sul riciclaggio di denaro, che vede iscritti oltre una trentina di indagati per l’ipotesi di reato prospettabile di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro.

Tra i nomi iscritti nel fascicolo aperto dalla procura figurerebbero anche quelli dei revisori dei conti del comune: per loro si prospetta l’ipotesi di reato di falso in bilancio. Anche per acquisire materiale utile a questo nuovo sviluppo delle indagini, i finanzieri si sono recati ieri mattina nelle residenze di Torchi e Drago. Negli scorsi giorni si erano registrate perquisizioni domiciliari anche a carico di un altro paio di indagati, ai quali sarebbero stati sequestrati i personal computer. Altri accertamenti sarebbero stati eseguiti sui conti corrente degli indagati.

Questi ulteriori controlli, unitamente alle perquisizioni nelle abitazioni per acquisire nuovo materiale probatorio, sono da considerarsi come gli atti finali propedeutici alla definitiva chiusura delle indagini, prorogate al 31 ottobre. L’originario elenco degli indagati annoverava 13 nomi: oltre a quelli dei già citati Torchi e Drago figuravano anche quelli del consigliere provinciale Vincenzo Pitino e del segretario provinciale dell’Udc ed ex assessore provinciale Giancarlo Floriddia. E poi ancora il funzionario comunale Francesco Paolino; il già direttore dello sportello unico Giuseppe Castagnetta; i collaboratori vicini all´Udc Carlo Fiore, Bruno Arrabito e il fratello Massimo, il giornalista Gabriele Giannone, Massimo La Pira e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria.

Le indagini delle Fiamme gialle furono avviate oltre un anno fa in riferimento a presunti favoritismi concessi dal comune ad alcuni imprenditori nell’appalto di opere pubbliche. Le indagini verterebbero altresì su presunti «sconti» accordati dall’ente su parte dei crediti per la fornitura di servizi vantati da certi imprenditori che, in questo modo, sarebbero stati «privilegiati» rispetto ad altri colleghi nella liquidazione in tempi più rapidi delle somme dovute da palazzo San Domenico. Di queste somme non ci sarebbe traccia nei rispettivi conti corrente degli indagati.

Proprio l’ex sindaco Piero Torchi convocò un incontro, lo scorso aprile, in cui elencò tutti i suoi beni mobili e immobili e la somma depositata nel suo conto corrente personale, dichiarando di «umiliarsi pubblicamente per il bene della famiglia». Torchi denunciò anche le presunte minacce rivoltegli da non meglio specificati soggetti, i quali gli avrebbero detto «ti stiamo ammazzando senza bisogno di pistole». Gli avvocati Luigi Piccione e Bartolo Iacono avevano invece auspicato una celere chiusura delle indagini «per darci modo di chiarire la posizione del nostro assistito, vittima di una «colonna infame» eretta in suo danno da chi ha interesse a farlo».