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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1299
MODICA - 01/09/2016
Cronache - Lo ha deciso il pm Monica Monego

Avimecc: stabilimento dissequestrato

Fiducioso il legale rappresentante dell’azienda Michele Leocata Foto Corrierediragusa.it

E’ stato disposto dal sostituto procuratore Monica Monego il dissequestro dello stabilimento Avimecc di Modica interessato dall’incendio di vaste proporzioni che venerdì scorso lo ha in pratica completamente distrutto. Il provvedimento, notificato al legale rappresentante di Avimecc, Michele Leocata, di fatto svincola l’intera area sia ai fini della rimozione di materiale di risulta deperibile che per le necessarie ispezioni tecniche conseguenti all’incendio. Michele Leocata tiene a ringraziare per la celerità del provvedimento di dissequestro sia l’avvocato Tuccio Di Stallo, legale dell’azienda, che aveva già nella giornata di lunedì avanzato l’istanza di dissequestro, che lo stesso magistrato che ha seguito la vicenda e che ha manifestato estrema sensibilità avverso la strettissima tempistica che governa i tempi di ripristino dei luoghi. «Si tratta - ha dichiarato Michele Leocata - di segnali assai confortanti: l’estrema rapidità con la quale stanno pervenendo le risposte da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione di questa triste vicenda lasciano ben sperare per il futuro. L’auspicio è che si possano trovare con la stessa rapidità i sostegni economici di cui l’azienda ha bisogno per poter ritornare a diventare volano del polo avicolo modicano e siciliano».

LA PARALISI DA SCONGIURARE
Una paralisi, forse definitiva e dagli effetti devastanti, della filiera avicola modicana, la più importante e prolifica del meridione: è l’ipotesi nefasta paventata nel corso del vertice di ieri in prefettura nel caso le istituzioni non aiutassero in maniera concreta, e nel minor tempo possibile, l’azienda Avimecc, il cui capannone è stato ridotto in cenere da un colossale incendio che ha causato danni per quasi 50 milioni di euro. Il blocco della filiera avicola modicana, per la quale sarà avanzata richiesta di calamità, provocherebbe danni incalcolabili dal punti di vista economico finanziario ed in termini di possibili perdite di posti di lavoro, con centinaia di lavoratori, e relative famiglie, che potrebbero finire a spasso da un giorno all’altro. Intanto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, comunica che la giunta ha approvato, su proposta del vicepresidente Mariella Lo Bello, la dichiarazione dello stato di calamità per il territorio di Modica, causato dall´incendio dello stabilimento Avimecc. La dichiarazione dello stato di calamità deriva dalle criticità igienico-sanitarie e dalla necessità di ripristinare le condizioni necessarie per la ripresa dell´attività produttiva.

Resta però per il momento uno scenario per certi versi apocalittico, una ecatombe del tessuto produttivo ibleo da scongiurare a tutti i costi garantendo un supporto adeguato per creare le condizioni utili a far ripartire l’azienda Avimecc, privata del centro operativo di produzione dal colossale rogo di venerdì scorso. Il forzato blocco delle attività di macellazione pone enormi difficoltà rispetto alla sussistenza anche delle altre aziende del territorio, visto che in Avimecc veniva macellato il 90% della produzione attuale di pollame e derivati, uova in primis. E ciò crea ingenti problemi economici, mettendo a rischio anche i livelli occupazionali.

Tutto questo è emerso nella conferenza di servizio in prefettura a Ragusa (foto) convocata dal prefetto Maria Carmela Librizzi, alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei territori interessati, dei rappresentanti dell’azienda Avimecc, dell’ispettorato del lavoro, dei vigili del fuoco, del dipartimento regionale della protezione civile, del servizio veterinario Asp, di Confindustria e del Distretto produttivo avicolo. Il confronto ha consentito di chiarire tutti gli aspetti tecnici a cui l’azienda Avimecc sta cercando di far fronte, attivando soluzioni d’emergenza che già martedì hanno permesso di effettuare delle prime consegne sul mercato di riferimento, ma che tuttavia non sono risolutive della problematica, considerato che vi è la necessità di procedere alla macellazione, nel pieno rispetto degli standard qualitativi, di tutti i capi, centinaia di migliaia, attualmente presenti negli allevamenti.

Si sta operando su un impianto sottodimensionato, ma non basta. Gli imprenditori Michele e Luca Leocata hanno ribadito ancora una volta la propria volontà a proseguire nell’attività imprenditoriale, qualora si ottengano contestualmente precise garanzie da parte di Stato e Regione, oltre ad attivare provvedimenti straordinari a supporto degli interventi al momento realizzati in emergenza. Da parte di Confindustria, rappresentata dal direttore Giusy Migliorisi, la proposta di attivare tutti i canali regionali per giungere alla positiva ricerca di forme di finanziamento agevolato.

BISOGNA CAPIRE COSA E´ SUCCESSO
Si deve comprendere esattamente cause e modalità dell’incendio di colossali proporzioni che ha di fatto ridotto in cenere una struttura all’avanguardia, inaugurata appena un anno fa nella zona industriale Modica Pozzallo di contrada Forgione. Nonostante l’incessante lavoro di oltre una ventina di vigili del fuoco, si è salvato poco dalle fiamme. Gli altri danni li ha causati il calore impressionante, che, all’interno del capannone di circa 3 mila metri quadrati, ha sfiorato la temperatura di quasi mille gradi centigradi, causando, come accennato, anche il malore di un pompiere, che, per fortuna, ora sta bene. D’altronde l’aspetto positivo di questo gravissimo episodio è dato dal fatto che non si sono registrati feriti, dal momento che il piano di evacuazione ha funzionato senza intoppi.

L’attenzione resta ora inevitabilmente puntata sul futuro della Avimecc, azienda leader nel meridione per la produzione di carni bianche, uova e mangimi, e per la macellazione di pollame. I quasi 200 dipendenti del diretto e le altre centinaia dell’indotto temono difatti per il loro futuro lavorativo. I vertici aziendali, nel corso di una riunione straordinaria convocata lo scorso sabato, hanno ribadito la loro intenzione di ricominciare daccapo. Ma non sarà per nulla semplice e, almeno in questa fase embrionale della ripresa programmata, quella della cassa integrazione per i dipendenti appare una ipotesi molto probabile. L’Avimecc, ringraziando tutti per la solidarietà mostrata, ha chiesto l’aiuto concreto delle istituzioni per risollevarsi da questo pesantissimo colpo. Intanto alcune volenterose aziende del settore hanno messo a disposizione i loro impianti per consentire alla Avimecc la macellazione delle centinaia di migliaia di polli destinate al processo produttivo. Sono dunque stati programmati, in questa prima fase di emergenza, turni di macellazione ininterrotti e a rotazione di 8 ore ciascuno. Infine rasentano i 50 milioni di euro, tra diretti e consequenziali, i danni stimati ancora in via approssimativa.

I PANNELLI COIBENTATI HANNO ALIMENTATO IL FUOCO
Il fuoco è stato alimentato dai pannelli coibentati con i quali era stato costruito il capannone e che hanno fatto raggiungere temperature altissime, sfiorando i mille gradi centigradi e riuscendo persino a piegare le traversine e le strutture portanti di ferro, ovvero lo «scheletro» della struttura. Proprio a causa di ciò le fiamme si sono propagate rapidamente, raggiungendo e distruggendo uffici e pertinenze, ma soprattutto le linee di produzione. L’incendio non ha provocato vittime dal momento che il piano di evacuazione ha funzionato alla perfezione. Personale, operai, impiegati che stavano lavorando (la struttura era in piena attività quando è scoppiato l’incendio), ma anche visitatori, sono stati fatti allontanare re in pochi minuti dalle apposite uscite di sicurezza, tutti incolumi. Solo un vigile del fuoco di 38 anni è stato condotto in ospedale per un malore causato dalle alte temperature e dalla prolungata inalazione di fumo, lo stesso che, denso, scuro e potenzialmente tossico, si è levato alto in cielo, formando un nuvolone visibile per ore a chilometri di distanza.

TUTTO DISTRUTTO, SI SONO SALVATI SOLO I SERVER
Come accennato, anche sabato i pompieri sono stati al lavoro per le operazioni di raffreddamento e per spegnere i focolai all’interno dell’edificio, simile ad un forno crematorio. Di fatto non si è salvato quasi nulla e sono andati irrimediabilmente persi anche documenti, fatture e libri contabili. Salvi i server e le strumentazioni informatiche, ospitati in un capannone di cemento armato che ha resistito al rogo. Sono stati ridotti in cenere tutti i macchinari della catena di produzione, con la conseguente impossibilità di macellare oltre 200 mila polli che potrebbero andare persi.

AVIMECC SI APPOGGERA´ AD ALTRE AZIENDE PER MACELLARE I POLLI
Proprio per cercare di contenere almeno i danni della mancata produzione, come accennato altri operatori del settore, ovvero quelli più grossi della zona, hanno offerto la loro solidarietà in maniera concreta, mettendo a disposizione dell’Avimecc i loro locali e i loro macchinari per poter consentire la macellazione dei polli. Per non intaccare la produzione delle aziende resesi disponibili e solidali con l’Avimecc, saranno previsti turni di macellazione di 8 ore, a rotazione e ininterrottamente.

LA NOTA DEI VERTICI AZIENDALI DI AVIMECC
Anche se nessuna delle strutture di allevamento o di produzione di mangimi sono state coinvolte dall’incendio, in quanto allocate altrove, permangono pesanti incognite sul futuro dell’azienda, come si legge nella nota ufficiale diramata sabato pomeriggio dalla stessa Avimecc, al termine di una lunga riunione dei vertici aziendali, i quali hanno confermato la volontà di ripartire il prima possibile, per continuare ad essere leader sul mercato. «Tuttavia – si legge nella nota – questo è un percorso che potrà essere intrapreso solo con il supporto di tutti, a partire dalle istituzioni, ed in assenza del quale non si è in grado di offrire garanzia alcuna sul futuro produttivo e occupazionale dell’azienda. L’Avimecc – si continua a leggere – ringrazia tutti coloro, tantissimi, che fin da subito hanno manifestato affetto e solidarietà, offrendo spazi e mezzi per gestire la prima emergenza. L’azienda – chiude il comunicato – ringrazia anche quanti sui social hanno espresso vicinanza all’azienda attivando l’hashtag #SupportAvimecc».

LE INDAGINI PROSEGUONO PER ACCERTARE CAUSE E MODALITA´ DEL ROGO
Si indaga intanto sulle cause del rogo, originato a quanto pare da un cortocircuito determinato da un sovraccarico di energia degli accumulatori. Non è escluso neppure che l’impianto antincendio non abbia funzionato a dovere, senza contare il materiale utilizzato per la costruzione della struttura, come accennato realizzato in larga parte con i pannelli coibentati che hanno influito non poco nella veloce propagazione dell’incendio e nella sua intensità. Saranno gli accertamenti a sgomberare il campo da dubbi, per capire come sia stato possibile un disastro di simili proporzioni e appurare eventuali responsabilità. Anche se l’Avimecc era comunque assicurata contro eventi del genere, il danno resta comunque gigantesco e passerà del tempo prima che vengano ultimati sopralluoghi e verifiche, con la redazione delle successive perizie. Lo stabilimento devastato dalle fiamme era stato inaugurato meno di un anno fa, per accrescere la produzione dell’azienda, che opera sia in ambito nazionale che all’estero.


Un incendio inspiegabile
31/08/2016 | 11.32.12
Giovanni48

Mi chiedo come possa essere avvenuto un incendio così disastroso in una struttura costruita un anno fa, che avrebbe dovuto rispettare tutti i requisiti riguardanti la sicurezza. Il sistema antincendio ha funzionato? E se no, perché? Inoltre è assurdo che i pannelli fossero altamente infiammabili!