Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 767
MODICA - 28/08/2016
Cronache - In una nota i vertici aziendali confermano di voler ripartire, ma occorrono tempo e denaro

Sotto sequestro stabilimento Avimecc distrutto da incendio. Posti a rischio

Per la macellazione dei polli l’azienda si appoggerà ad altri operatori del settore nel territorio Foto Corrierediragusa.it

I carabinieri hanno sottoposto a sequestro lo stabilimento della Avimecc, ad eccezione del reparto macellazione e di quello destinato allo smaltimento. Quest’ultima area sarà utilizzata per smaltire i polli bruciati. L’apposizione dei sigilli è un atto dovuto in casi del genere, per procedere a tutti gli accertamenti di rito, alle verifiche e a quant’altro possa rivelarsi utile a comprendere esattamente cause e modalità dell’incendio di colossali proporzioni che ha di fatto ridotto in cenere una struttura all’avanguardia, inaugurata appena un anno fa nella zona industriale Modica Pozzallo di contrada Forgione. Nonostante l’incessante lavoro di oltre una ventina di vigili del fuoco, si è salvato poco dalle fiamme. Gli altri danni li ha causati il calore impressionante, che, all’interno del capannone di circa 3 mila metri quadrati, ha sfiorato la temperatura di quasi mille gradi centigradi, causando, come accennato, anche il malore di un pompiere, che, per fortuna, ora sta bene. D’altronde l’aspetto positivo di questo gravissimo episodio è dato dal fatto che non si sono registrati feriti, dal momento che il piano di evacuazione ha funzionato senza intoppi.

L’attenzione resta ora inevitabilmente puntata sul futuro della Avimecc, azienda leader nel meridione per la produzione di carni bianche, uova e mangimi, e per la macellazione di pollame. I quasi 200 dipendenti del diretto e le altre centinaia dell’indotto temono difatti per il loro futuro lavorativo. I vertici aziendali, nel corso di una riunione straordinaria convocata lo scorso sabato, hanno ribadito la loro intenzione di ricominciare daccapo. Ma non sarà per nulla semplice e, almeno in questa fase embrionale della ripresa programmata, quella della cassa integrazione per i dipendenti appare una ipotesi molto probabile. L’Avimecc, ringraziando tutti per la solidarietà mostrata, ha chiesto l’aiuto concreto delle istituzioni per risollevarsi da questo pesantissimo colpo. Intanto alcune volenterose aziende del settore hanno messo a disposizione i loro impianti per consentire alla Avimecc la macellazione delle centinaia di migliaia di polli destinate al processo produttivo. Sono dunque stati programmati, in questa prima fase di emergenza, turni di macellazione ininterrotti e a rotazione di 8 ore ciascuno. Infine rasentano i 50 milioni di euro, tra diretti e consequenziali, i danni stimati ancora in via approssimativa.

I PANNELLI COIBENTATI HANNO ALIMENTATO IL FUOCO
Il fuoco è stato alimentato dai pannelli coibentati con i quali era stato costruito il capannone e che hanno fatto raggiungere temperature altissime, sfiorando i mille gradi centigradi e riuscendo persino a piegare le traversine e le strutture portanti di ferro, ovvero lo «scheletro» della struttura. Proprio a causa di ciò le fiamme si sono propagate rapidamente, raggiungendo e distruggendo uffici e pertinenze, ma soprattutto le linee di produzione. L’incendio non ha provocato vittime dal momento che il piano di evacuazione ha funzionato alla perfezione. Personale, operai, impiegati che stavano lavorando (la struttura era in piena attività quando è scoppiato l’incendio), ma anche visitatori, sono stati fatti allontanare re in pochi minuti dalle apposite uscite di sicurezza, tutti incolumi. Solo un vigile del fuoco di 38 anni è stato condotto in ospedale per un malore causato dalle alte temperature e dalla prolungata inalazione di fumo, lo stesso che, denso, scuro e potenzialmente tossico, si è levato alto in cielo, formando un nuvolone visibile per ore a chilometri di distanza.

TUTTO DISTRUTTO, SI SONO SALVATI SOLO I SERVER
Come accennato, anche sabato i pompieri sono stati al lavoro per le operazioni di raffreddamento e per spegnere i focolai all’interno dell’edificio, simile ad un forno crematorio. Di fatto non si è salvato quasi nulla e sono andati irrimediabilmente persi anche documenti, fatture e libri contabili. Salvi i server e le strumentazioni informatiche, ospitati in un capannone di cemento armato che ha resistito al rogo. Sono stati ridotti in cenere tutti i macchinari della catena di produzione, con la conseguente impossibilità di macellare oltre 200 mila polli che potrebbero andare persi.

AVIMECC SI APPOGGERA´ AD ALTRE AZIENDE PER MACELLARE I POLLI
Proprio per cercare di contenere almeno i danni della mancata produzione, come accennato altri operatori del settore, ovvero quelli più grossi della zona, hanno offerto la loro solidarietà in maniera concreta, mettendo a disposizione dell’Avimecc i loro locali e i loro macchinari per poter consentire la macellazione dei polli. Per non intaccare la produzione delle aziende resesi disponibili e solidali con l’Avimecc, saranno previsti turni di macellazione di 8 ore, a rotazione e ininterrottamente.

LA NOTA DEI VERTICI AZIENDALI DI AVIMECC
Anche se nessuna delle strutture di allevamento o di produzione di mangimi sono state coinvolte dall’incendio, in quanto allocate altrove, permangono pesanti incognite sul futuro dell’azienda, come si legge nella nota ufficiale diramata sabato pomeriggio dalla stessa Avimecc, al termine di una lunga riunione dei vertici aziendali, i quali hanno confermato la volontà di ripartire il prima possibile, per continuare ad essere leader sul mercato. «Tuttavia – si legge nella nota – questo è un percorso che potrà essere intrapreso solo con il supporto di tutti, a partire dalle istituzioni, ed in assenza del quale non si è in grado di offrire garanzia alcuna sul futuro produttivo e occupazionale dell’azienda. L’Avimecc – si continua a leggere – ringrazia tutti coloro, tantissimi, che fin da subito hanno manifestato affetto e solidarietà, offrendo spazi e mezzi per gestire la prima emergenza. L’azienda – chiude il comunicato – ringrazia anche quanti sui social hanno espresso vicinanza all’azienda attivando l’hashtag #SupportAvimecc».

LE INDAGINI PROSEGUONO PER ACCERTARE CAUSE E MODALITA´ DEL ROGO
Si indaga intanto sulle cause del rogo, originato a quanto pare da un cortocircuito determinato da un sovraccarico di energia degli accumulatori. Non è escluso neppure che l’impianto antincendio non abbia funzionato a dovere, senza contare il materiale utilizzato per la costruzione della struttura, come accennato realizzato in larga parte con i pannelli coibentati che hanno influito non poco nella veloce propagazione dell’incendio e nella sua intensità. Saranno gli accertamenti a sgomberare il campo da dubbi, per capire come sia stato possibile un disastro di simili proporzioni e appurare eventuali responsabilità. Anche se l’Avimecc era comunque assicurata contro eventi del genere, il danno resta comunque gigantesco e passerà del tempo prima che vengano ultimati sopralluoghi e verifiche, con la redazione delle successive perizie. Lo stabilimento devastato dalle fiamme era stato inaugurato meno di un anno fa, per accrescere la produzione dell’azienda, che opera sia in ambito nazionale che all’estero.