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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 779
MODICA - 13/08/2016
Cronache - Si è concluso il procedimento civile

Maxi risarcimento per la morte di Lorenzo La Monica

A quasi 4 anni dal processo penale di terzo grado in Cassazione Foto Corrierediragusa.it

Risarcimento danni per quasi 2 milioni e mezzo di euro. Dopo circa 22 anni dalla morte di Lorenzo La Monica (foto) e a quasi 4 anni dal processo penale di terzo grado in Cassazione, si è concluso il procedimento civile davanti al giudice del tribunale di Ragusa, Maria Rabini, che ha visto contrapposti la famiglia dell´allora 23enne modicano, i tre medici della divisione di medicina dell´ospedale Maggiore, che in primo grado erano stati assolti dall´allora pretore di Modica Giovanna Scibilia, l´addetta alle vendita del supermercato di Marina di Modica, dove Lorenzo la Monica aveva acquistato il panino imbottito coi funghi, il titolare dell’azienda di Avola produttrice dei funghi inscatolati e contenenti il botulino risultato fatale, e l´assessore regionale alla Salute. Decine i testi chiamati ora come all´ora in causa civile. Il magistrato ha riconosciuto 300 mila euro ciascuno ai genitori del giovane, e 100 mila euro ciascuno ai fratelli oltre agli interessi, alla rivalutazione e alle spese legali. In sostanza quasi il doppio del maxi risarcimento chiesto dall´avvocato Enzo Galazzo, che rappresentava la famiglia La Monica. Il 23enne modicano morì per botulismo non diagnosticato il 10 settembre 1994, dopo pochi giorni di ricovero in ospedale, per aver mangiato funghi sottolio infettati dal botulino.

Nel maggio del 2008 la Corte d’Appello di Catania, dopo 17 udienze di cui ben 15 andate a vuoto, riconobbe le responsabilità dei tre medici del «Maggiore» che ebbero in cura Lorenzo La Monica. Con la concessione delle attenuanti generiche, i tre imputati ottennero la prescrizione della pena. In appello fu confermata, invece, la condanna nei confronti del tre medici, difesi dall´avvocato Cesare Borrometi. La Cassazione, dal canto suo, aveva confermato l´assoluzione ma aveva ritenuto, però, che sussistessero responsabilità di natura civile.


Vecchio adagio
13/08/2016 | 18.20.58
Piero

Quando si dice "Meglio tardi che mai"