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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1273
MODICA - 19/07/2016
Cronache - Indagini sul fatale schianto in moto lungo la via Nazionale

Mistero sulla morte di Giorgio Ereddia

Il padre della vittima è convinto che sotto possa esserci dell’altro
Foto CorrierediRagusa.it

Dichiarazioni agli atti delle indagini sulla morte del meccanico 25enne modicano Giorgio Ereddia, schiantatosi in moto ad aprile in via Nazionale in un incidente autonomo avvenuto poco dopo la mezzanotte. Il contenuto di certe frasi getterebbe ombre sulla dinamica dell’incidente costato la vita al giovane. Il padre Luigi Ereddia è convinto che il figlio abbia perso il controllo della moto per qualche ostacolo non meglio precisato presente sulla strada. Potrebbe trattarsi di un altro mezzo fermo sulla strada oppure proveniente dalla corsia opposta e che ha invaso l’altra corsia? Potrebbe esserci stata una persona che camminava al buio e di cui il giovane non si era accorto? Non è dato sapere. Dai rilievi a suo tempo effettuati dagli inquirenti non sarebbero emersi elementi utili a stabilire la presenza di un altro veicolo al momento del fatale impatto, né di altri ostacoli.

Eppure qualcuno, che preferisce mantenere l’anonimato, sosterrebbe il contrario, avvalorando la tesi sostenuta dai familiari del giovane, che confidano in qualche sviluppo sostanziale delle indagini ancora in corso sulla vicenda, permeata da un fitto riserbo. Nel punto del fatale impatto intanto campeggia la foto della vittima, sempre con fiori freschi accanto. Per non dimenticare.

LA CONDIVISIONE DEI SOSPETTI SU FACEBOOK
"Mi rivolgo a te - si legge sul profilo Facebook di Luigi Ereddia, il padre della vittima - che hai visto con i tuoi occhi chi ha provocato l’incidente di Giorgio. Aiutaci a dimostrare la verità dei fatti, solo tu puoi farlo. Sappiamo che vorresti dire come è andata quella sera, perché tu eri là, contattaci per favore. Migliaia di persone ti saranno grate». I genitori del povero giovane, insomma, non intendono rassegnarsi. Il cognato, Vincenzo Candiano, sempre su Facebbok, è più diretto ed ipotizza delle responsabilità: "Adesso mi rivolgo a chi forse ha causato l´incidente stradale di mio cognato. Giorgio non era un principiante e la dinamica della caduta non ci ha mai convinto. Se hai un cuore e vuoi dimostrare ai tuoi figli che nella vita si deve vivere onestamente e non convivere nella menzogna, ti invitiamo a dire finalmente la verità, hai ancora tempo per mettere in pace la tua coscienza. Per favore condividete".

Nella foto la scena dell´incidente e, nel riquadro, Giorgio Ereddia