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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 594
MODICA - 03/06/2016
Cronache - I pompieri hanno avuto ragione delle fiamme dopo oltre 6 ore

Incendio doloso divora la pineta di Mangiagesso

Sabato 2 focolai hanno cominciato di nuovo ad ardere alimentati dal vento
Foto CorrierediRagusa.it

Decine di ettari di alberi e vegetazione della pineta del parco Mangiagesso e del costone Fiumelato sono stati venerdì pomeriggio divorati dalle fiamme (nella foto di Massimiliano Sparacino) nonostante l’alacre lavoro dei vigili del fuoco di Ragusa e Modica durato oltre sei ore, con l’ausilio di 2 elicotteri arrivati da Catania e Palermo e un canadair della flotta antincendio nazionale che hanno effettuato decine di lanci d’acqua prelevandola direttamente dal mare. Un inferno di fuoco che ha lasciato alla fine un deserto di desolazione. Peraltro un paio di focolari hanno cominciato ad ardere all´alba di sabato, con i vigili del fuoco che si sono prodigati in un secondo intervento protrattosi fino ad oltre mezzogiorno. Tutto carbonizzato. Il vasto incendio, scoppiato alle 14,50 di venerdì con il "bis" di sabato, era visibile da chilometri di distanza, mentre il denso fumo e il forte odore di bruciato hanno invaso il centro storico di Modica. Il vento forte e la zona impervia non hanno facilitato il compito dei vigili del fuoco, che difatti hanno dovuto richiedere l’intervento dei due elicotteri e del canadair per avere ragione delle fiamme, che si sono estese dalla pineta di Mangiagesso al sottostante costone Fiumelato, lungo il vecchio tracciato Modica Scicli, a valle di contrada Fiumara. E´ ormai quasi certo che l’incendio sia di origine dolosa, almeno per due motivi: primo perché è scoppiato in una zona difficile da raggiungere, quindi è remota la classica ipotesi della cicca di sigaretta accesa lanciata dal finestrino. Il secondo motivo che induce a pensare alla mano dolosa è il fatto che il rogo si sia sviluppato quasi in contemporanea almeno in una mezza dozzina di punti che hanno costituito altrettanti focolai alimentati dal vento e un paio dei quali, come accennato, sono di nuovo scoppiati sabato, alimentati dal vento.

Un danno grossissimo per il polmone verde di grande valore. Un danno con buona probabilità causato volontariamente da qualcuno. Ma da chi? E perché? Una sola cosa è al momento certa: con l’arrivo del primo caldo importante gli incendi si presentano con una inquietante puntualità. Difficile insomma pensare solo al caso. Per fortuna i vigili del fuoco hanno avuto fin da subito la situazione sotto controllo, scongiurando rischi per i residenti, che dunque non hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni nei pressi dell’inferno di fuoco.