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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1105
MODICA - 17/02/2016
Cronache - In manette 5 catanesi, di cui 2 incensurati

Truffa delle postepay negli Iblei: 5 arresti dei carabinieri

Avevano raggirato diversi commercianti, devono rispondere di associazione a delinquere Foto Corrierediragusa.it

Si facevano ricaricare la postepay fino a 600 euro, anche 6 volte al giorno, senza pagare nulla al malcapitato commerciante di turno. Sono cinque gli arresti dei carabinieri a carico di altrettanti soggetti catanesi ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di innumerevoli truffe con il sistema della postepay in danno di commercianti in varie località del territorio ibleo e della Sicilia. I provvedimenti restrittivi sono il risultato di un’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Modica, che ha consentito di accertare che gli indagati avevano costituito un’organizzazione ben articolata che, con artifizi e raggiri, avevano truffato ignari commercianti ed esercenti facendosi ricaricare la postepay, appropriandosi di centinaia di migliaia di euro. Le manette sono scattate all´alba. L´ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Ragusa nei confronti di Pasquale Bellia, 55 anni, Antonio Santonocito, 30 anni, già pregiudicati e ritenuti promotori dell´organizzazione criminale, che sono stati rinchiusi in carcere. Ai domiciliari invece Daniele Compagnini, 31 anni, e Cettina D´Agata 33 anni, entrambi incensurati.

A questi 4 arresti se ne è poi aggiunto un quinto, ovvero quello di Gianluca Alaimo, 21 anni, pure lui catanese e incensurato, che in un primo momento era sfuggito alla cattura. Secondo l´accusa la tecnica dei cinque arrestati, tutti catanesi, era sempre la stessa: due di loro, alternandosi, si recavano in tabaccherie, ricevitorie e bar e, aspettando che ci fosse fila alla cassa, chiedevano di caricare la postepay per 500 o 600 euro. Dopo averla ottenuta presentavano un bancomat per pagare, ma il sistema Sisal accetta versamenti soltanto in contanti, circostanza che i truffatori fingevano di ignorare. Secondo la ricostruzione della procura, a quel punto il truffatore di turno rassicurava l´esercente dicendogli che avrebbe preso i soldi dal più vicino bancomat, ma senza più tornare.

A volte i malviventi lasciavano a «garanzia» un documento falso o una fotocopia illeggibile. Dopo la ricarica, la carta postepay veniva subito svuotata, col prelievo dei soldi che i malviventi si spartivano tra loro. Le truffe sarebbero state consumate non soltanto nel Ragusano, tra Modica, Ispica, Scicli, Pozzallo e Vittoria, ma anche in altre province della Sicilia. Il danno stimato dai carabinieri, che avevano avviato le indagini a seguito della denuncia di un tabaccaio ispicese, ammonta a decine di migliaia di euro.