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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1447
MODICA - 27/11/2015
Cronache - Il colpo era stato studiato nei minimi dettagli

Furto di rame sventato dalla polizia

Le indagini proseguono Foto Corrierediragusa.it

La polizia ha sventato a Modica un grosso furto di rame che una banda di rumeni aveva già progettato da diverse settimane. Gli uomini del commissariato nel corso dei servizi di controllo del territorio, svolti anche nelle zone periferiche della città dove insistono numerose attività imprenditoriali che attirano l’interesse di soggetti provenienti da altri territori, notavano un autocarro che stranamente era stato parcheggiato in un campo tra fango e sterpaglie, a poche centinaia di metri dai locali della nota impresa modicana Belluardo, dedita alla lavorazione della pietra. Gli immediati accertamenti consentivano alla polizia di acclarare che l’autocarro rinvenuto era stato rubato a Gela alcune settimane addietro, facendo subito intuire che tale circostanza era certamente collegata alla commissione imminente di altro reato. Pertanto, venivano subito effettuati dei servizi di appostamento della zona, con l’impiego di numerose pattuglie, finalizzati a rintracciare e bloccare i soggetti che, sicuramente, avevano aspettato le ore notturne per riprendere l’autocarro. Infatti, così è stato perché poco dopo si notava, in lontananza, il sopraggiungere di due autovetture i cui occupanti si sono probabilmente accorti della presenza della polizia in zona, invertendo subito la marcia e allontanandosi dalla zona a forte velocità, riuscendo a dileguarsi per le strade delle campagne modicane.

Il pattugliamento della contrada consentiva di rinvenire, a circa un chilometro di distanza dal luogo dell’avvistamento, le due autovetture abbandonate dai malviventi che avevano continuato la loro fuga a piedi, favoriti nella dall’oscurità della notte. Delle due autovetture rinvenute dalla polizia, una risultava appena rubata alla ditta presa di mira, mentre l’altra, una macchina di grossa cilindrata, risultava con targa estera. La conferma che il furgone sarebbe servito per compiere un’ulteriore attività criminosa, veniva data dalla circostanza che all’interno della ditta di lavorazione della pietra veniva rinvenuto un gruppo elettrogeno di grandi dimensioni, già divelto, da cui i malfattori avevano estratto svariati metri di rame già tagliato e ammassato all’interno di un capannone, pronto per essere trasferito sul mezzo rubato a Gela.

All’interno dell’autocarro la polizia rinveniva numerose pinze trancia fili di grosse dimensioni, martelli ed arnesi vari, tutta attrezzatura necessaria per tagliare i fili di rame. Sia il furgone rubato che gli arnesi rinvenuti sono stati posti sotto sequestro. Il tempestivo intervento della polizia ha consentito di sventare il furto di centinaia di chili di rame che, se fosse andato a buon fine, avrebbe fruttato ai ladri parecchie migliaia di euro.