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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 401
MODICA - 12/10/2015
Cronache - Il provvedimento emesso dalla procura iblea

Delitto Loris: indagini chiuse a carico di Veronica

L’avvocato Villadita: "Vaglieremo tutte le opzioni, anche l’eventuale ricorso a riti alternativi" Foto Corrierediragusa.it

Gliel’hanno notificato in carcere, dov’è rinchiusa dal giorno dell’Immacolata, a Catania prima e ad Agrigento poi, l’avviso di conclusione delle indagini a suo carico, a distanza di dieci mesi e mezzo dal delitto del piccolo Loris di cui gli inquirenti la ritengono l’unica responsabile. Per Veronica Panarello il provvedimento emesso dalla procura iblea e già notificato alle parti, ipotizza l´omicidio aggravato. La donna, secondo le indagini della polizia, avrebbe strangolato con una fascetta di plastica il suo stesso figlioletto di otto anni, gettandone poi il corpo in un canalone di contrada Mulino Vecchio, nelle campagne di Santa Croce Camerina. «Vaglieremo tutte le opzioni, anche l´eventuale ricorso a riti alternativi, ma lo faremo soltanto dopo avere preso e letto tutti gli atti confluiti nell’inchiesta». Lo ha affermato l´avvocato Francesco Villardita, legale di fiducia della Panarello, confermando la notifica di conclusione indagini per la sua assistita. La donna continua a proclamarsi innocente. L´avviso di chiusura indagini è propedeutica alla richiesta di rinvio a giudizio dell’indagata. Nel caso la difesa dovesse optare per la scelta del rito ordinario, si andrebbe incontro ad un processo indiziario lungo, combattuto e molto complesso. A tutt’oggi mancano difatti il movente e l’arma dell’omicidio.

Proprio l’arma potrebbe essere stata nascosta dall’assassino in quello zainetto che non si è mai trovato e che Loris portava sulle spalle quella mattina del 29 novembre, quando la madre disse di averlo accompagnato in macchina a scuola. Le immagini delle videocamere di sorveglianza pubbliche e private di Santa Croce avrebbero smontato questa tesi, sempre sostenuta dalla donna, ipotizzando invece il ritorno a casa di Loris pochi minuti dopo essere uscito con la madre, che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver lasciato l’altro figlio piccolo alla bambinopoli sarebbe rientrata in casa per commettere il delitto, per poi liberarsi del corpo nella zona del vecchio mulino e recarsi subito dopo, come se nulla fosse, al corso di cucina che si teneva al castello di Donnafugata, in territorio di Ragusa. A Veronica Panarello è stata peraltro sospesa la potestà genitoriale sull’altro figlioletto, affidato alle cure del padre Davide Stival che non ha mai nascosto di nutrire forti dubbi sulla versione dei fatti fornita dalla moglie, con la quale ci sono stati momenti di tensione nelle pochissime volte in cui si sono visti nel carcere di Agrigento.

Qualche giorno fa i periti si sono recati in carcere per valutare se la donna possieda ancora o meno i requisiti per poter continuare a fare da mamma al fratellino di Loris. Di recente si era concluso l’incidente probatorio sull’acquisizione delle famose immagini, propedeutico alla cristallizzazione delle prove a carico della Panarello e alla conseguente provvedimento di conclusione delle indagini ora notificato in carcere all’indagata.

Nella foto Veronica Panarello e la casa dove sarebbe stato commesso il delitto