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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 948
MODICA - 12/10/2015
Cronache - I calcinacci sono piombati nei locali adibiti a bagni delle studentesse

Sopralluogo al palazzo degli studi dopo il crollo del soffitto: a breve gli esiti

La zona è stata transennata in quanto inagibile Foto Corrierediragusa.it

I tecnici del Libero Consorzio e dell´Ufficio tecnico comunale hanno effettuato il sopralluogo al Palazzo degli studi di corso Umberto (foto) per verificare le condizioni di alcuni locali dove sono ospitate aule e servizi del liceo classico. In particolare i locali dei bagni al piano terra dove si è verificato il cedimento di una parte del soffitto. I tecnici devono valutare se si tratta di un fatto episodio e non strutturale e soprattutto se l´edificio è in condizioni di salute ottimali per ospitare le aule. Gli esiti del sopralluogo si conosceranno nelle prossime ore. Il dirigente scolastico sta intanto pensando ad un eventuale piano B se si dovessero rendere necessari lavori urgenti per la messa in sicurezza dei locali. Una delle ipotesi è quella di turni pomeridiani nei locali dello Scientifico, cui il Classico è accorpato. In alternativa il reperimento di dieci aule almeno presso altre scuole o strutture della città. Alcuni genitori hanno prospettato l´eventuale utilizzo del Tribunale ma l´ipotesi è del tutto impraticabile. L´amministrazione ha dichiarato la sua disponibilità a risolvere in tempi brevi anche se non ha ancora prospettato a dirigente e docenti un piano alternativo. Intanto i genitori degli studenti, che hanno incontrato il dirigente scolastico mentre era in corso il sopralluogo, pretendono risposte certe in breve tempo e auspicano che il glorioso palazzo degli studi non chiuda.

IL PEZZO DI SOFFITTO VENUTO GIU´ NEI BAGNI
Un pezzo di soffitto si è staccato ieri mattina dal palazzo degli studi di corso Umberto I durante le lezioni, rovinando nei sottostanti locali dove sono allocati i bagni riservati alle studentesse del liceo classico. Intonaco, calcinacci e materiale di risulta sono venuti giù nella zona delle toilettes al pianoterra, causando un tonfo sordo che ha richiamato docenti, personale scolastico e gli stessi studenti. E’ superfluo specificare che una possibile tragedia è stata scongiurata solo perchè al momento del crollo i bagni erano deserti. La zona è stata transennata in quanto inagibile e pertanto potranno essere utilizzati solo i bagni del primo piano. Ma la problematica è ben più grave dal momento che altre parti dell’antico edificio che ospita ben dieci classi potrebbero essere a rischio. In altre parole, crolli del genere potrebbero verificarsi anche nelle aule. Ecco perchè il dirigente scolastico Sergio Carrubba si è subito recato a palazzo San Domenico per avere conto e ragione su modalità e tempistica di messa in sicurezza dell’edificio. Le competenze per casi del genere sono difatti passate ai comuni dopo che le province hanno cessato di esistere per far spazio ai liberi consorzi, la cui utilità, nel caso di specie, è pressoché nulla. Nei prossimi giorni saranno effettuate delle approfondite verifiche per testare l’agibilità dell’edificio a cura dell’ufficio tecnico comunale, dei vigili del fuoco e della protezione civile. Docenti, studenti e sopratutto genitori preoccupati pretendono risposte veloci ed esaustive sul livello di sicurezza del palazzo degli studi, la cui manutenzione costituisce un problema atavico.

Proprio pochi giorni fa parte della facciata del vicino ex asilo di via Raccomandata, di proprietà comunale, era venuta giù, sfondando i ponteggi del cantiere sotto gli occhi atterriti di una ventina di turisti che stazionava a pochi metri di distanza. Solo per un mera casualità, anche in quella occasione, non si sono registrati feriti o qualche tragedia ben peggiore. Una situazione analoga interessa quindi anche il palazzo degli studi, come testimoniato dal crollo verificatosi nei bagni. Nel caso l’intero edificio dovesse essere dichiarato inagibile, le classi dovrebbero essere spostate altrove, anche se c’è carenza di locali. Ma, come recita un vecchio adagio, meglio affrontare un problema alla volta.