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MODICA - 22/09/2015
Cronache - Erano stati il parroco e i residenti a lanciare l’allarme

Via le prostitute vicino alla basilica: 2 denunce

Il giro di prostituzione era piuttosto redditizio con prezzi dai 60 ai 250 euro a prestazione Foto Corrierediragusa.it

Ci hanno pensato i carabinieri della compagnia di Modica guidati dal capitano Edoardo Cetola a liberare dalle prostitute il quartiere attorno alla basilica minore del Santuario della Madonna delle Grazie. Del malcontento dei residenti si era fatto portavoce il parroco don Umberto Bonincontro e la risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere. L’operazione dei carabinieri si è conclusa con il sequestro preventivo delle due case di piacere in cui si prostituivano due ragazze sudamericane e con la denuncia a piede libero per favoreggiamento della prostituzione del proprietario dell’immobile, un modicano di mezza età, e dell’intermediario tra quest’ultimo e le prostitute per i contratti di locazione. Prima del risolutivo intervento dei militari la situazione era diventata fin troppo imbarazzante e fastidiosa, con un continuo viavai di clienti che affollava la zona più dei fedeli che si recavano in chiesa per le funzioni religiose. I carabinieri sono intervenuti in via Mercè proprio a seguito delle diverse segnalazioni pervenute da parte di del parroco e di alcuni cittadini residenti nel quartiere Madonna delle Grazie che, negli ultimi tempi, erano infastiditi dai clienti delle lucciole.

Questi ultimi, di giorno e pure di notte, ripetutamente ed erroneamente suonavano ai citofoni delle abitazioni dei residenti in cerca degli appartamenti occupati dalle prostitute. I militari dell’arma hanno effettuato diversi servizi che hanno permesso di accertare il viavai di uomini dai due appartamenti segnalati. Nel corso dei servizi, infatti, sono stati identificati alcuni clienti che hanno dichiarato di aver intrattenuto dei rapporti sessuali a pagamento con le ragazze che alloggiavano nei due immobili di via Mercè. Avuta conferma del fenomeno, quindi, i carabinieri sono entrati dentro le due abitazioni e hanno trovato due ragazze sudamericane, di età compresa tra i 30 e i 35 anni, che hanno ammesso di prostituirsi.

All’interno degli appartamenti ai quali sono stati apposti i sigilli sono stati inoltre trovati gli immancabili oggetti del piacere per i gusti più strani e vagonate di preservativi. Raccolti i diversi elementi di prova, i carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo dei due appartamenti a alla denuncia in stato di libertà del proprietario degli immobili e di un secondo soggetto, che faceva da intermediario nei contratti di locazione delle case. Entrambi dovranno ora rispondere del reato di favoreggiamento della prostituzione. Dalle dichiarazioni dei clienti e delle giovani prostitute è emerso un giro d’affari di rilevante entità: infatti i prezzi degli incontri sessuali oscillavano dai 60 ai 250 euro a seconda delle richieste dei clienti.