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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1018
MODICA - 24/08/2015
Cronache - Lo ha deciso il tribunale del riesame di Catania

Torna libero impiegato di banca a Modica

L’uomo è accusato di appropriazione indebita Foto Corrierediragusa.it

Revoca dei domiciliari e remissione in libertà per il 46enne impiegato della «Banca agricola popolare di Ragusa» Arturo Cultrera, arrestato circa tre settimane fa dalla polizia per appropriazione indebita. Stando a quanto accertato dagli inquirenti, l’uomo faceva la «cresta» sui versamenti settimanali di un cliente di riguardo e ultra quarantennale della filiale di corso Umberto I, ovvero un noto assicuratore di Modica, trattenendo per sé delle somme il cui ammanco non era passato inosservato alla vittima. E’ stato il tribunale del riesame di Catania (nella foto la sede) a decidere per la remissione in libertà dell’uomo, accogliendo la richiesta avanzata dal legale di fiducia, che non ravvisava la sussistenza del pericolo di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato. L’arresto in flagranza era stato convalidato qualche giorno dopo dal gip del tribunale di Ragusa, anche alla luce della confessione del 46enne, che aveva ammesso le proprie responsabilità. L’uomo era stato fermato dai poliziotti pochi minuti dopo essere uscito dalla banca al termine del turno di lavoro con in tasca 2 mila 200 euro sottratti al correntista, mentre a casa sua erano stati trovati altri 2 mila euro trattenuti da un precedente versamento effettuato lo scorso 31 luglio dallo stesso cliente. Nascosti tra gli attrezzi da palestra c’erano altri mille euro di cui l’uomo non aveva saputo spiegare il possesso.

L’impiegato infedele era stato incastrato grazie alle banconote di cui era in possesso e facenti parte del versamento di quasi 47 mila euro dello scorso 6 agosto da parte del correntista, che, avendo notato un ammanco nel precedente versamento di 16 mila 400 euro del 31 luglio, si era rivolto alla polizia. Gli investigatori avevano quindi teso la trappola e, dopo aver fotocopiato le banconote per confrontarne successivamente i numeri di serie, avevano detto all’assicuratore di recarsi in banca ed effettuare il versamento come al solito. Era difatti abitudine del correntista consegnare in fiducia il contante per evitare di perdere tempo facendo la fila allo sportello. Dopo la firma delle distinte in bianco, doveva essere cura dell’impiegato depositare tutte le somme, ma, invece, quest’ultimo ne tratteneva una piccola parte che, di conseguenza, finiva nelle sue tasche. Le indagini della polizia proseguono per accertare se l’uomo avesse danneggiato anche altri clienti della banca.

Al momento i versamenti sotto la lente d’ingrandimento restano due, entrambi effettuati dall’assicuratore che aveva sporto denuncia: quello del 31 luglio, quando il correntista consegnò 16.400 euro fra contanti e assegni, e quello del 6 agosto di 46 mila 812 euro con il quale il 46enne era stato inchiodato. Nel primo caso il versamento effettivo di fatto eseguito dall’impiegato infedele fu di 14 mila 400 euro, nel secondo caso di 44 mila 512 euro. Il 46enne trattenne dunque per sé il resto dei soldi mentre l’istituto di credito era all’oscuro di tale comportamento illecito.