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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 724
MODICA - 09/08/2015
Cronache - L’uomo è stato ammanettato in flagranza all’uscita dall’istituto di credito

Convalidato arresto impiegato di banca: è ai domiciliari

L’uomo, dinanzi all’evidenza, ha ammesso le proprie responsabilità Foto Corrierediragusa.it

E´ stato convalidato dal giudice l´arresto in flagranza della polizia di Arturo Cultrera, 46 anni, che resta ai domiciliari. Stando a quanto accertato dagli inquirenti, l´impiegato della "Banca agricola opolare di Ragusa" faceva la «cresta» sui versamenti settimanali di un cliente di riguardo e ultra quarantennale della filiale di corso Umberto I, trattenendo per sé delle somme il cui ammanco non è passato inosservato alla vittima. Le indagini della polizia condotte a tempo di record e gli opportuni accertamenti hanno posto dei punti fermi. E così sono scattate le manette per l’incensurato impiegato, originario di Francofonte, ma residente a Modica dove lavorava alle dipendenze dell’istituto di credito, acquisendo nel tempo un rapporto di fiducia con i clienti più importanti. E proprio ai danni di uno di loro, facendo leva sul rapporto fiduciario in essere, l’impiegato tratteneva per sé parte delle somme che il cliente consegnava in contante dopo aver firmato le distinte in bianco. Era difatti abitudine del correntista, un imprenditore modicano operante nel ramo assicurativo, consegnare in fiducia il contante per evitare di perdere tempo facendo la fila allo sportello.

Dopo la firma delle distinte in bianco, doveva essere cura dell’impiegato depositare tutte le somme, ma, invece, quest’ultimo ne tratteneva una piccola parte che, di conseguenza, finiva nelle sue tasche. E proprio addosso all’impiegato, al termine dell’orario di lavoro, la polizia ha trovato parte delle banconote dell’ultimo, ingente versamento di 40 mila euro, arrestandolo in flagranza.

L’istituto di credito era all’oscuro del comportamento illecito dell’impiegato infedele, che si trova adesso ai domiciliari. L’uomo, dinanzi all’evidenza, ha ammesso le proprie responsabilità. In tasca aveva 2 mila 200 euro sottratti giovedì scorso al correntista, mentre a casa sua sono stati trovati altri 2 mila euro trattenuti da un precedente versamento effettuato lo scorso 31 luglio dall’assicuratore. Nascosti tra gli attrezzi da palestra c’erano altri mille euro di cui l’uomo non ha saputo spiegare il possesso. L’accusa è di appropriazione indebita, ma non è escluso che possa essere contestata anche la truffa.

Le indagini della polizia del commissariato di Modica, coordinate dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino (foto), sono scattate dopo la denuncia dello stesso imprenditore, che, accortosi degli ammanchi, aveva subito sospettato a malincuore dell’impiegato in cui riponeva parecchia fiducia. Così gli agenti hanno messo a disposizione del correntista una somma contante composta da banconote da 50 euro, tutte in precedenza fotocopiate per acquisire e confrontare il numero di serie. Il correntista aveva quindi effettuato il versamento, utilizzando la solita prassi per non destare sospetti nell’impiegato infedele, che, difatti, anche stavolta aveva fatto la «cresta».

E difatti, all’uscita dal posto di lavoro, i poliziotti che lo attendevano in borghese in centro storico hanno ritrovato le banconote segnate nelle tasche del 46enne, che, come ribadito, le aveva trattenute per sé invece di provvedere a versarle nel conto corrente della vittima, sul quale risultava solo parte della somma consegnata poche ore prima in contante. Il correntista continuerà ad essere cliente dell’istituto di credito, che, come accennato, ignorava il comportamento fraudolento dell’impiegato.