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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1063
MODICA - 06/07/2015
Cronache - Segnale forte dei vertici aziendali in un periodo fitto di casi (veri o presunti) di malasanità

Ad un medico del "Maggiore" preavviso di licenziamento

Per ovvie ragioni di privacy è stato omesso il nominativo del medico interessato dal provvedimento di licenziamento e che risulta ancora normalmente al lavoro al pronto soccorso dell’ospedale modicano Foto Corrierediragusa.it

Cure ed assistenza non adeguate da parte di un medico in servizio al pronto soccorso dell’ospedale «Maggiore» di Modica (foto) con conseguenze gravi per la salute di una giovane paziente originaria di Pozzallo. E’ questo il sunto della segnalazione effettuata dalla diretta interessata all’Asp 7 di Ragusa, che, dopo le opportune verifiche interne, ha accertato la fondatezza della denuncia della paziente, preannunciando al medico il suo licenziamento con circa un anno di preavviso, come previsto per legge dal contratto nazionale del lavoro. L’episodio oggetto della denuncia si sarebbe verificato qualche settimana fa nel nosocomio modicano. La decisione, già comunicata all’interessato con apposita notifica, è stata assunta dai vertici dell’Asp 7 con delibera dirigenziale n.13/63 del primo luglio 2015. In pratica l’ufficio provvedimenti disciplinari dell’azienda ospedaliera ha avvisato il dipendente in forza all’ospedale «Maggiore» ma residente a Ispica, che, «A far data dal 30 giugno 2016 sarà risolto il rapporto di lavoro e dichiara, viepiù, vacante in dotazione organica il posto occupato dal professionista sotto accusa». Per ovvie ragioni di privacy è stato omesso il nominativo del medico interessato dal provvedimento di licenziamento e che risulta quindi ancora normalmente al lavoro al pronto soccorso dell’ospedale modicano.

Dalle poche notizie trapelate si sa solo che la denuncia della paziente è stata fondamentale nell’avvio dell’iter sfociato nella comunicazione del preavviso di licenziamento. La donna avrebbe lamentato conseguenze gravi e permanenti a seguito della condotta assunta dal medico nelle fasi del ricovero e delle cure prestate. Nel dettaglio la giovane donna sarebbe stata sottoposta ad un piccolo intervento chirurgico dal medico interessato, senza che ci fossero le minime condizioni per eseguirlo, mettendo potenzialmente a repentaglio, stando alla denuncia, la stessa vita della paziente.

L’Asp 7 ha avviato un’indagine interna dalla quale è emerso che il medico avrebbe effettuato, addirittura, due diversi interventi: uno al cosiddetto «ospedaletto» di Pozzallo, e l’altro in una stanza attigua al pronto soccorso dell’ospedale «Maggiore» di Modica, in entrambi i casi in assenza dei requisiti essenziali dal punto di vista igienico e della sicurezza. E’ ipotizzabile che il medico impugni questa decisione dei vertici aziendali dinanzi al giudice del lavoro e che la vicenda prosegua in ambito giudiziario.

Nel frattempo, comunque, un segnale forte è stato dato dall’Asp 7 laddove casi di malasanità, veri o presunti, si verificano con sempre maggiore frequenza, facendo venir meno il rapporto fiduciario tra il paziente e gli operatori della sanità, settore che sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia non solo in ambito ibleo.