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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1205
MODICA - 04/06/2015
Cronache - Vivono nel terrore pure i residenti, che non si sentono sicuri a casa loro

Riunione dei commercianti nel negozio "Uomo Club" sventrato dai ladri. "Vogliamo sicurezza e ci rivolgeremo alle istituzioni"

Intanto Fabio Peluso, il commerciante preso di mira, ci tiene a chiarire di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive
Foto CorrierediRagusa.it

I commercianti si ribellano e chiedono maggiori controlli e sicurezza: è questo lo scopo della riunione in programma stasera nel negozio «Uomo Club» di nuovo preso di mira dai ladri a meno di un mese dal primo furto. I vertici Ascom si riuniranno nei locali del commerciante Fabio Peluso innanzitutto per dimostrargli piena solidarietà, e poi per capire come regolarsi in futuro, visto che i malviventi sono ormai scatenati. Potrebbe palesarsi l’idea già avanzata in passato di un’autotassazione per affidarsi ai vigilanti privati, come Corriere di Ragusa .it aveva anticipato un mese fa. In ogni caso saranno concordati degli incontri con i vertici provinciali delle forze dell’ordine, con il questore e il prefetto in primis, per reclamare maggiore attenzione per il centro storico di Modica, dove neanche le videocamere di sicurezza sembrano scoraggiare i malviventi, che agiscono come ai tempi del far west. «Siamo letteralmente terrorizzati – ci dicono i commercianti – e molti di noi la sera, prima di chiudere, mettono sotto chiave la merce esposta nelle vetrine proprio per timore di episodi come questo. Significa ore di lavoro in più ma non possiamo farne a meno. Ora – concludono – è il momento di dire basta e pretendiamo risposte certe dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, ecco perchè ci riuniamo».

Ad esprimere solidarietà a nome dell’intero sistema Confcommercio provinciale il presidente Sergio Magro assieme al presidente della sezione Ascom di Modica, Giuseppe Barone. Quest’ultimo interviene a nome di tutto il direttivo cittadino. «Ci corre l’obbligo di intervenire – dice Barone – ancora di più perché si tratta di una azienda nostra associata, per lanciare un accorato allarme dal punto di vista dell’ordine pubblico. Non era mai accaduto che a Modica bassa si verificassero episodi del genere. Che cosa sta succedendo? Apprezziamo e stimiamo il lavoro che le forze dell’ordine svolgono quotidianamente a tutela della sicurezza del nostro territorio. Ma, per quanto riguarda gli episodi in questione, occorre definire una soluzione. Ecco perché come comitato direttivo sollecitiamo il sindaco di Modica e il prefetto di Ragusa a un confronto, che a questo punto diventa urgente, sulla problematica. Esprimiamo la massima solidarietà e disponibilità a contribuire, per quello che ci compete, al fine di rifare mettere in carreggiata l’azienda in questione».

Intanto Fabio Peluso, il commerciante preso di mira, ci tiene a chiarire di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive, di essere sempre stato un commerciante tranquillo e di non sapersi spiegare i motivi di tanto accanimento. Una cosa è certa: mai Modica è sprofondata come adesso in un clima di incertezza e di terrore, dove commercianti e residenti non si sentono più da tempo sicuri rispettivamente nei loro negozi e nelle loro case.