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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1108
MODICA - 04/06/2015
Cronache - Il danno potrebbe avvicinarsi a quello precedente di 100 mila euro

VIDEO Nuovo furto da "Uomo Club"

La città ha paura e si sente non adeguatamente protetta e sicura Foto Corrierediragusa.it

A distanza di poco meno di un mese dal primo furto con spaccata i criminali ci hanno riprovato, anche stavolta con successo nonostante l’allarme e le barriere di protezione: il negozio di abbigliamento «Uomo club» di corso Umberto a Modica è stato di nuovo depredato.



Il copione si è ripetuto come in un drammatico e per certi versi beffardo deja-vu: i malviventi, almeno 3 di cui uno a fare da palo con il motore acceso pronto per la fuga, hanno di nuovo sfondato la porta vetrina nuova di zecca utilizzando un’auto o un furgoncino, esattamente come la prima volta. Il sistema d’allarme del negozio e la fioriera in cemento armato posizionata davanti al locale non sono stati sufficienti a far desistere i ladri, che hanno di fatto lanciato una sorta di guanto di sfida, con due furti eclatanti in 29 giorni in pieno centro storico. Stavolta i delinquenti hanno agito intorno alle 4.30 e ora come allora, incredibilmente, nessuno si sarebbe accorto di nulla, nonostante il fracasso e la zona centralissima e trafficata già all’alba. E così i ladri hanno fatto razzia di nuovo di abiti di marca e altri accessori in appena due minuti, per un danno ancora da quantificare ma che potrebbe avvicinarsi ai 100 mila euro della volta precedente. Il titolare Fabio Peluso, comunque assicurato, non si sa spiegare i motivi di tanto accanimento. Una sicumera senza pari da parte dei ladri che sfidano di fatto le istituzioni, quasi ad essere certi di riuscire a farla franca. 


Il furto è stato compiuto, come accennato, in circa un minuto e 40 secondi,  con la medesima tecnica da parte di ladri evidentemente professionisti e ben organizzati. Si tratta quasi certamente di malviventi provenienti dal Catanese ma le indagini non avrebbero ancora fatto registrare novità di rilievo neanche in ordine al primo furto. La merce rubata nel furto precedente pare non sia stata destinata alle bancarelle dei mercati per cui non è escluso che i malviventi rivendano la refurtiva a prezzi molto bassi ad altri negozi fuori provincia i cui titolari potrebbero magari essere all´oscuro della provenienza delittuosa. che E difatti i malviventi ci hanno riprovato con le medesime modalità della volta scorsa. Intanto la città ha paura e, ora più di prima, non si sente adeguatamente protetta e sicura.

COMMERCIANTI SOLIDALI SI RIUNISCONO DA "UOMO CLUB"
I commercianti si ribellano e chiedono maggiori controlli e sicurezza: è questo lo scopo della riunione tenutasi giovedì sera nel negozio «Uomo Club» di nuovo preso di mira dai ladri a meno di un mese dal primo furto. I vertici Ascom si sono riuniti nei locali del commerciante Fabio Peluso innanzitutto per dimostrargli piena solidarietà, e poi per capire come regolarsi in futuro, visto che i malviventi sono ormai scatenati. Alla riunione ha preso parte pure il sindaco, qualche assessore e alcuni consiglieri comunali. Potrebbe palesarsi l’idea già avanzata in passato di un’autotassazione per affidarsi ai vigilanti privati, come Corriere di Ragusa .it aveva anticipato un mese fa. In ogni caso sono stati concordati degli incontri con i vertici provinciali delle forze dell’ordine, con il questore e il prefetto in primis, per reclamare maggiore attenzione per il centro storico di Modica, dove neanche le videocamere di sicurezza sembrano scoraggiare i malviventi, che agiscono come ai tempi del far west. «Siamo letteralmente terrorizzati – ci dicono i commercianti – e molti di noi la sera, prima di chiudere, mettono sotto chiave la merce esposta nelle vetrine proprio per timore di episodi come questo. Significa ore di lavoro in più ma non possiamo farne a meno. Ora – concludono – è il momento di dire basta e pretendiamo risposte certe dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, ecco perchè ci riuniamo».

Ad esprimere solidarietà a nome dell’intero sistema Confcommercio provinciale il presidente Sergio Magro assieme al presidente della sezione Ascom di Modica, Giuseppe Barone. Quest’ultimo interviene a nome di tutto il direttivo cittadino. «Ci corre l’obbligo di intervenire – dice Barone – ancora di più perché si tratta di una azienda nostra associata, per lanciare un accorato allarme dal punto di vista dell’ordine pubblico. Non era mai accaduto che a Modica bassa si verificassero episodi del genere. Che cosa sta succedendo? Apprezziamo e stimiamo il lavoro che le forze dell’ordine svolgono quotidianamente a tutela della sicurezza del nostro territorio. Ma, per quanto riguarda gli episodi in questione, occorre definire una soluzione. Ecco perché come comitato direttivo sollecitiamo il sindaco di Modica e il prefetto di Ragusa a un confronto, che a questo punto diventa urgente, sulla problematica. Esprimiamo la massima solidarietà e disponibilità a contribuire, per quello che ci compete, al fine di rifare mettere in carreggiata l’azienda in questione».

Intanto Fabio Peluso, il commerciante preso di mira, ci tiene a chiarire di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive, di essere sempre stato un commerciante tranquillo e di non sapersi spiegare i motivi di tanto accanimento. Una cosa è certa: mai Modica è sprofondata come adesso in un clima di incertezza e di terrore, dove commercianti e residenti non si sentono più da tempo sicuri rispettivamente nei loro negozi e nelle loro case

Cliccate sulla foto sotto della vetrina del negozio di nuovo sfondata per ingrandire