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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 994
MODICA - 10/10/2007
Cronache - Modica - Si avvia all’epilogo la vicenda giudiziaria

Chiesti 120 anni per i 19 imputati del processo
sulle presunte squillo

L’operazione "Privè" venne condotta nel 2003 dalla polizia Foto Corrierediragusa.it

Poco meno di 120 anni di carcere sono stati chiesti dal pm Maria Mocciaro, al termine della sua lunga e articolata requisitoria, nell’ambito del processo «Privè», scaturito dall’omonima operazione portata a termine nell’aprile 2003 dalla polizia, che smantellò un’organizzazione per delinquere dedita al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione.

19 le persone alla sbarra, con in primis Giovanni Boiardi, 51 anni, ragusano. Per lui è stata chiesta la pena più pesante: otto anni di reclusione. Boiardi era stato altresì accusato di aver costretto all’aborto con calci e pugni la coimputata Tatjana Zinchenko, 27 anni. Il processo pende anche a carico di Benedetto Salvino, 43 anni, che avrebbe fatto giungere le ragazze direttamente dalla Capitale: per lui sono stati chiesti sei anni di carcere. Dai cinque ai due anni sono stati proposti per Salvatore Fidone, 32 anni; il catanese Emiliano Cappello, 30 anni, residente a Donnalucata; Luigi Spata, ragusano, 35 anni, operatore ecologico.

Pene pesanti sono state chieste anche per gli altri coimputati Angelo Firrincieli, 33 anni, ragusano; Giovanni Siciliano, 33 anni, vittoriese; Loredana Gulizzi, 32 anni; i vittoriesi Giuseppe Randazzo, Sebastiano Buscema e Marco Iapichino, di 35, 51 e 30 anni; Giombattista Amodei e Raffaele Bulcassino, di 33 e 38 anni, entrambi di Vittoria; il ragusano Giuseppe Campo, 42 anni; i modicani Gianluca Pierri, ex titolare di un’edicola di via Vittorio Veneto, e Antonino Calabrese, ex funzionario delle poste, di 33 e 57 anni; la sciclitana Veronica Biundo, 27 anni, titolare di un ristorante di Scicli e infine lo sciclitano Giulio Fidone.

Il Tribunale presieduto dal giudice Salvatore Rizza ha fissato un calendario per le udienze dedicate alle arringhe difensive degli avvocati. Si comincerà il 22 ottobre. Gli investigatori avevano effettuato nel corso dell’operazione oltre 14mila intercettazioni ambientali e telefoniche, a suo tempo trascritte dal perito fonico Silvana Aglieri, incaricato dal Tribunale. Secondo l’accusa, la banda era solita organizzare, in alcuni locali della comprensorio modicano, spettacolini a luci rosse con ragazze disposte a incontri privati con facoltosi clienti. In particolare era all’interno di un locale di Scicli che si allestivano i festini. I

l ragusano Carmelo Chessari, 53 anni, presunto capo della banda, aveva già chiuso i conti con la giustizia patteggiando la pena di un anno e sei mesi di carcere, con la sospensione condizionale, e 200 euro di multa. L’inchiesta venne estesa a circa 50 persone, le cui posizioni si presentarono piuttosto diversificate. Ed infatti il magistrato, esaminando gli atti acclusi alla richiesta di ordinanza di custodia cautelare, non ritenne di dover emettere provvedimenti restrittivi nei confronti di almeno 20 indagati, che, comunque, rimasero a pieno titolo coinvolti.

Poi il successivo proscioglimento per la maggior parte di essi, mentre altri decisero di chiudere il loro conto con la giustizia ricorrendo ai riti alternativi. Solo due degli arrestati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, non a caso gli esponenti di spicco Salvino e Chessari.