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MODICA - 27/05/2015
Cronache - Presunto caso di malasanità

Interruzione gravidanza: un medico condannato, 2 assolti

Il pm aveva chiesto il massimo della pena per tutti e tre gli imputati Foto Corrierediragusa.it

Un ginecologo condannato ed altri due assolti per un presunto caso di malasanità all’ospedale «Maggiore». E’ quanto deciso dal giudice Elio Manenti nel processo a carico del medico modicano ormai in pensione Emanuele Agosta, 66 anni, e dei colleghi Antonio Sipione, 55 anni, di Rosolini, e Franca Spadaro, modicana 49enne. Mentre questi ultimi due sono stati assolti per non aver commesso il fatto, Agosta è stato condannato a due mesi di reclusione, pena sospesa. Il pm Concetta Vindigni aveva chiesto il massimo della pena per tutti e tre gli imputati, ovvero tre anni di reclusione ciascuno. Agosta e Sipione erano i medici responsabili della sala parto, mentre la Spadaro era medico di turno nella divisione di ostetricia e ginecologia. Tutti e tre erano accusati di interruzione colposa della gravidanza della 30enne modicana I.D., che, dopo la lettura del tracciato, sarebbe stata rimandata a casa con tanto di rassicurazioni su possibili eventuali rischi. La donna e il marito si erano costituiti parte civile tramite gli avvocati Giovanni Favaccio e Bartolo Iacono. La giovane donna era alla 41ma settimana di gravidanza.

Secondo l’accusa il medico di turno non avrebbe individuato la presenza del cordone nucale, omettendo, quindi, di diagnosticare tempestivamente la pericolosità del quadro clinico che si era venuto a determinare durante la gravidanza. Gli altri due imputati, sempre secondo il pm, non avrebbero rilevato la sofferenza ipossica fetale da stenosi serrata in assenza di segnali cardiaci alle 15,30 del 4 marzo 2009, attendendo, invece, il parto spontaneo. Un quarto d’ora dopo, la donna partorì il feto già morto.