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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1052
MODICA - 07/05/2015
Cronache - Operazione della Guardia di finanza di Ragusa

Confisca per 10 milioni a un imprenditore modicano

L’attività d’indagine è scaturita da una pregressa attività finalizzata alla lotta all’evasione fiscale Foto Corrierediragusa.it

Era rimasto anni fa coinvolto nella macchina del raggiro della cosiddetta «frode carosello», e ora per un imprenditore modicano è scattata la confisca di beni mobili e immobili, conti corrente, titoli e quote societarie per un valore di 10 milioni e mezzo di euro. La confisca è stata eseguita dalla guardia di finanza ai danni di una nota società modicana operante nella grande distribuzione di prodotti alimentari, nonché proprietaria di una nota catena di supermercati. Nel dettaglio le fiamme gialle di Ragusa, su disposizione del gip Giovanni Giampiccolo, hanno dato esecuzione al decreto di confisca per equivalente di beni e denaro di 10 milioni 489 mila 761 euro. Tutto questo in applicazione dell’importante e innovativo strumento giuridico adottato per il recupero delle somme dovute all’erario, come previsto dalla legge 244 del 2007. L’amministratore della società, stando a quanto esplicitato dai finanzieri, «E’ stato condannato con sentenza definitiva, e le conseguenze non sono tardate a farsi sentire in ordine ai reati di evasione della società modicana attraverso l’interposizione fittizia di società maltesi e nazionali».

La società avrebbe documentato ingenti quantitativi di cessioni di merce attraverso l’utilizzo di fatture false e documenti di trasporto fittizi, in quanto attestanti l’uscita dal territorio nazionale di prodotti alimentari per un ammontare complessivo di oltre 50 milioni di euro ed Iva evasa per oltre 11 milioni. Come accennato l’imprenditore, a suo tempo denunciato dall’antifrode dell’ufficio dogane di Siracusa e dalla guardia di finanza di Ragusa, stando alle tesi difensiva sarebbe a sua volta stato vittima delle dichiarazioni false e dei comportamenti in malafede delle società estere che si proponevano di esportare i suoi prodotti fuori dall’Italia, ma che, di fatto, invece non li facevano uscire dal Paese. L’imprenditore modicano avrebbe quindi disconosciuto la circostanza che la merce che consegnava a queste fantomatiche società, spesso esistenti solo sulla carta, poi non veniva nei fatti esportata. Tutto questo perché si sarebbe trattato di un grande imbroglio che avrebbe coinvolto pure altre grandi catene di distribuzione e di supermercati.

Le indagini delle fiamme gialle e dei responsabili della dogana si dimostrarono complesse perché non fu affatto semplice attestare la falsità dei documenti che accompagnavano la merce, che risultava venduta in Romania, Slovenia e Malta, per evadere l’Iva. In realtà i prodotti alimentari sarebbero stati venduti in Italia a prezzi notevolmente ridotti, danneggiando la concorrenza con metodi sleali. Ad insospettire finanzieri e doganieri, in primis, fu l’assoluta incongruità dei tempi di percorrenza dei camion per raggiungere le mete. Dalla Romania alla Slovenia, ad esempio, risultava che la merce arrivasse in poche decine di minuti.