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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 833
MODICA - 09/07/2008
Cronache - Modica - Operazione "Trash": le decisioni del gip Palazzolo

Giuseppe Busso ai domiciliari
come Anita Portelli

Sono contestati 18 episodi anche ai quattro destinatari
degli avvisi di garanzia. La parola passa adesso al Tdl
Foto Corrierediragusa.it

Ha lasciato nella tarda mattinata di ieri il carcere di Piano del Gesù l’imprenditore Giuseppe Busso (nella foto), 41 anni. Il gip Michele Palazzolo ha difatti concesso i domiciliari, accogliendo la richiesta avanzata dagli avvocati Saverio La Grua e Alessandro Agnello. Niente scarcerazione invece per Anita Portelli, 55 anni, già dirigente del settore ecologia. Lo stesso magistrato ha rigettato la richiesta presentata dal legale Giorgio Assenza, sicché Portelli resta ai domiciliari.

Quest’ultima e Busso erano finiti in manette la scorsa settimana per abuso d’ufficio, peculato e frode in pubbliche forniture, sulla base delle prove raccolte dalla Guardia di Finanza del comando provinciale in ordine alla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel 2007 e nei primi mesi del 2008. Stando alle indagini svolte dalle fiamme gialle, sono 18 gli episodi contestati non solo a Busso e Portelli, ma anche alle altre quattro persone colpite da altrettanti avvisi di garanzia. Si tratta di una dirigente di settore, di due funzionari comunali e della sorella del socio catanese di Busso. Adesso la parola passa ai giudici del tribunale del riesame di Catania, ai quali si sono rivolti gli avvocati per ottenere la scarcerazione dei rispettivi clienti.

Sia Busso che Portelli avevano collaborato con il magistrato, rispondendo con dovizia di particolari a tutte le domande poste nel corso degli interrogatori. Dichiarazioni supportate anche dai corposi dossier preparati dalla difesa, con dati, cifre e numeri tesi a smontare il castello accusatorio. Solo un episodio è contestato ad Anita Portelli: quello relativo all’elargizione di una somma alla ditta di Busso per lo spazzamento straordinario di Modica nel 2007, durante la settimana in cui ebbe luogo la manifestazione «Eurochocolate».

Gli altri 17 episodi vengono contestati, a vario titolo, a Busso e agli altri quattro soggetti destinatari degli avvisi di garanzia. Si va dagli autocompattatori non in regola con le rigide normative europee in materia di sicurezza sul lavoro a presunte fatture gonfiate, passando per le presunte irregolarità amministrative di una delle due ditte che compongono la Ati, l’associazione temporanea d’imprese che, dal 2007, gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in città.

Anita Portelli