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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1387
MODICA - 10/03/2015
Cronache - Due pazienti restano ricoverati all’Ismett di Palermo, un terzo sta per tornare a casa

Salgono a 4 i casi di influenza suina nel Ragusano

Ma a cosa sono dovuti questi tre casi di trasmissione umana dell’influenza suina in poco più di un mese? Foto Corrierediragusa.it

Ci sono altri 3 casi accertati di influenza suina in territorio ibleo che si aggiungono a quello già noto del modicano 35enne, seppure antecedenti. Complessivamente sono quindi 4 le persone residenti nel Ragusano e già ricoverate all’Ismett di Palermo in quanto affette dal virus A/H1N1: oltre al già citato modicano di 35 anni, G.D.R. le iniziali, la febbre suina aveva colpito lo scorso mese anche il 43enne A.B. e il 74enne V.S., entrambi di Chiaramonte Gulfi. Altro caso scoperto quello di un 57enne. Mentre l´anziano è quasi del tutto stabilizzato e ritornerà nei prossimi giorni a casa, le condizioni cliniche degli altri tre pazienti restano invece piuttosto critiche, seppure si sono registrati dei lievi miglioramenti nelle ultime ore. I medici si dicono fiduciosi ma restano comunque cauti, perché il virus deve fare il suo corso e i prossimi giorni saranno decisivi in tal senso. Il modicano di 35 anni, il 45enne di Chiaramonte Gulfi e il 57enne sono assistiti dai familiari nel centro specializzato del capoluogo isolano, dove si trovano ricoverati da alcuni giorni. In tutti i casi si era in un primo tempo pensato ad una normale influenza stagionale, ma poi i sintomi si erano aggravati in maniera repentina e i controlli approfonditi effettuati nei rispettivi ospedali di zona avevano accertato le diagnosi.

Come chiarito dal primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale «Maggiore» di Modica Rosario Trombatore, dove G.D.R. era stato ricoverato prima del trasferimento d’urgenza in elisoccorso a Palermo, al giovane è stata diagnosticata la cosiddetta broncopolmonite massiccia, piuttosto insidiosa e diretta concausa del virus A/H1N1, meglio noto come influenza suina. Come accennato, le condizioni del giovane restano gravi ma in leggero miglioramento, il che lascia ben sperare. Stesso discorso per il chiaramontano 45enne e per il 57enne, i cui sintomi della febbre suina erano stati diagnosticati solo in un secondo tempo, così come era avvenuto pure per il compaesano 64anne, ormai fuori pericolo.

Ma a cosa sono dovuti questi 4 casi di trasmissione umana dell’influenza suina in poco più di un mese? Le autorità sanitarie non hanno difatti a tutt’oggi confermato ufficialmente l’esistenza di focolai. Eppure le diagnosi non lasciano dubbi. Non è ancora il caso di lasciarsi andare a facili allarmismi, ma le cause del contagio vanno al più presto chiarite per fornire informazioni certe e inconfutabili alla popolazione. Giova ricordare che la trasmissione umana del virus avviene o tramite contatto o per via aerea, a causa di starnuti e colpi di tosse, specie in ambienti chiusi.