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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 791
MODICA - 22/02/2015
Cronache - Questo è il bel risultato, con sperpero di denaro pubblico, dell’opera dei "tuttologi"

Disastro telesorveglianza a Modica: un vandalo già denunciato distrugge 5 telecamere installate in modo non corretto e senza parere forze dell’ordine

Uno «scherzetto» che costa ai contribuenti almeno 2 mila e 500 euro (calcolo approssimativo per difetto) Foto Corrierediragusa.it

Disastro telesorveglianza a Modica. Non solo per il gesto vandalico compiuto sabato sera da un marocchino 21enne già identificato e denunciato dalla polizia, ma soprattutto per le censurabili modalità d’installazione da cui è poi scaturita la distruzione delle 5 videocamere collocate al quartiere San Paolo. Va difatti fin da subito precisato che queste telecamere non fanno parte del progetto primario di telesorveglianza concordato con le forze dell’ordine con tanto di sopralluoghi, ma di una installazione «a parte» a quanto pare decisa dall’amministrazione senza una preventiva consultazione con polizia o carabinieri. E questi sono stati i risultati: videocamere posizionate ad un’altezza inferiore a quella minima utile a preservarle da danneggiamenti volontari, in punti non propriamente strategici e alla mercè del primo vandalo di turno, che, difatti, le ha distrutte a pochi giorni dall’installazione.

Uno «scherzetto» che costa ai contribuenti almeno 2 mila e 500 euro (calcolo approssimativo per difetto) visto che l’installazione delle videocamere è stata ovviamente fatta con denaro pubblico. Ma chi ha deciso dove e come collocarle? Perché non sono state coinvolte le forze dell’ordine che avrebbero potuto fornire consigli sull’installazione, magari scongiurando questo atto di vandalismo? E poi con quali uffici erano collegate queste videocamere di sicurezza? Da noi interpellati, polizia, carabinieri e polizia municipale ci hanno difatti risposto che non ne sapevano nulla di queste telecamere.

A questo punto sorge addirittura il dubbio se gli «occhi elettronici» erano funzionanti oppure no. In quest’ultima ipotesi, Modica entra nel poco edificante guinness del primati delle videocamere di sicurezza distrutte prima ancora di essere attivate per via di una installazione delle stesse evidentemente decisa da chi non era adatto a tale compito, per palese ignoranza alla luce del bel risultato. L’altezza delle telecamere non era a norma e, considerato che il marocchino denunciato arrivava a un metro e 60 scarsi e si è avvalso di una normalissima tavola da carpenteria per distruggere le videocamere, non c’è bisogno di aggiungere altro.

Il marocchino denunciato, il 21enne A.D.A. da anni residente in città con la famiglia, ha dichiarato ai poliziotti di aver distrutto le videocamere lungo le vie Silvio Pellico, Albanese e Correri sotto il temporale che infuriava in città perchè preso da un momento di sconforto scaturito dal fatto di essere disoccupato da tempo. Una condizione che non giustifica un gesto del genere, che, lo ripetiamo, poteva comunque essere evitato con una installazione migliore delle videocamere, posizionate nei pali della pubblica illuminazione e in alcuni edifici, ad un’altezza superiore a quella decisa da chi avrebbe fatto meglio a non decidere. Ma a Modica da qualche tempo impera la moda dei «tuttologi», come dimostrato da questi risultati che si commentano da soli.