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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 909
MODICA - 16/02/2015
Cronache - Il processo scaturito dall’operazione "Privèe" eseguita dalla polizia

Luci rosse? No, solo soffuse. Assolto gestore locale "hot"

Era stato ipotizzato un giro di squillo nel frequentatissimo club Foto Corrierediragusa.it

Ci sono voluti ben 10 anni ma, alla fine, la tenacia li ha premiati. Dopo tutto questo tempo si è finalmente definito in Corte d´Appello, a Catania, il processo scaturito dall´Operazione "Privèe" eseguita con un blitz della polizia il 9 aprile del 2004 (le indagini andavano avanti dal 2001) con la quale era stato ipotizzato un giro a «luci rosse». Nel 2005 ci fu la sentenza di primo grado emessa dal Collegio Penale del Tribunale di Modica (Scibilia, Palazzolo, Levanti) che condannava il modicano A.C., 40 anni, legale rappresentante dell´Associazione Culturale «Il Cinabro» di Modica, a due anni e sei mesi di reclusione e 2 mila euro di multa, e B.S., ragusano, 56 anni, avventore del frequentatissimo locale di Via Stazione gestito dall´associazione di cui sopra, a quattro anni di reclusione e 4 mila euro di multa. I magistrati etnei (prima Sezione Penale) hanno, di fatto, riformato i due provvedimenti. Il 40enne, difeso dall´avvocato Giuseppe Pellegrino, è stato, infatti, assolto per non avere commesso il fatto mentre è stata ridotta la condanna del ragusano, assistito dall´avvocato Enrico Platania, a due anni e sei mesi di reclusione e 2 mila euro di multa.

L´operazione, per la quale, in primo grado, erano state condannate numerose delle persone coinvolte(alcune avevano patteggiato, altre scelsero l´abbreviato) vedeva complessivamente 45 imputati. Il reato ipotizzato per tutti fu l’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. L’operazione prese spunto dalla chiusura del circolo privato «Il Cinabro», avvenuta il 21 giugno del 2001. Il giro si sarebbe, allora, spostato a Scicli e, quindi, a Ragusa e Vittoria. Furono 14 mila le intercettazioni telefoniche e ambientali contenute nel fascicolo d´indagine. I due imputati odierni, in primo grado, erano stati anche interdetti dai pubblici uffici e dall´esercizio della tutela e della curatela per cinque anni, il primo, e tre anni il secondo.