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MODICA - 13/02/2015
Cronache - Quando le insidie dei social network diventano tangibili e pericolose

Infermiere si innamora di un modicano su Facebook

L’imputato doveva rispondere dei reati di sostituzione di persona, minacce e molestie Foto Corrierediragusa.it

Un infermiere 57enne in servizio in un ospedale di Messina si spaccia per una ragazzina, all’epoca dei fatti 15enne e pure lei messinese, clonando il suo profilo Facebook per adescare sul web un giovane modicano, il 27enne S.T. Per questi reati l’imputato Salvatore Piccione è stato ora condannato dal giudice del tribunale di Messina (competente per territorio) a 4 mesi di reclusione (pena sospesa) oltre al pagamento delle spese processuali. L’infermiere, che doveva rispondere dei reati di sostituzione di persona, minacce e molestie, è stato altresì condannato al risarcimento danni in favore delle parti offese, ovvero il giovane modicano «circuito» e i genitori della ragazzina alla quale era stato «rubato» il profilo sul popolare social network, che si erano costituiti in giudizio tramite gli avvocati Franco Rovetto del foro di Ragusa, e Vittoria Santoro del foro di Messina.

I fatti risalgono a un paio d’anni fa quando l’infermiere ruba l’identità Facebook della ragazzina, spacciandosi per lei e chiedendo l’amicizia al modicano di cui si era invaghito. Il giovane, ignaro di stare chattando con un uomo, accetta l’amicizia pensando che a chiedergliela fosse stata la ragazza, che, invece, era all’oscuro del furto d’identità e dell’utilizzo illegale dei suoi dati sensibili. L’infermiere concorda quindi un appuntamento a Modica con il ragazzo.

Quando il giovane si vede presentare non una ragazza ma un uomo «maturo», questi si giustifica spacciandosi per lo zio della 15enne, asserendo che quest’ultima non si era presentata all’appuntamento a causa della sua timidezza. L’infermiere aveva addirittura portato con sé dei regali per il giovane, presentandoli come «pensierini» dell’inesistente nipote. Al successivo incontro l’uomo non porta più avanti la «commedia», dichiarando invece tutto il suo amore al basito modicano, che, essendo etero, tronca di netto ogni contatto. Ma l’infermiere lo assilla con messaggi e telefonate al punto da indurre il giovane ad informare dell’assurda vicenda la stessa ragazza, dopo averla contattata tramite il suo vero profilo Facebook.

Scatta di conseguenza la denuncia alla polizia postale, e, dalle successive indagini, emergono subito le responsabilità a carico dell’infermiere, a carico del quale è ora scattata la condanna nell’ambito del procedimento giudiziario. Una vicenda sui generis che mette in evidenza i rischi a cui spesso si va incontro in maniera inconsapevole sui social network, popolato anche da malintenzionati pronti ad appropriarsi illecitamente delle identità per scopi discutibili, come nel caso in oggetto.