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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1563
MODICA - 14/02/2015
Cronache - Interviene il presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili

Manenti: "Quel commercialista "sbadato" non è iscritto"

All’imputato sono stati inflitti dal giudice del tribunale di Ragusa 4 mesi di reclusione (pena sospesa) Foto Corrierediragusa.it

"Quel "commercialista" o presunto tale non è assolutamente un nostro iscritto". Il presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per la circoscrizione del tribunale di Ragusa Daniele Manenti, ribadisce che il soggetto, condannato a quattro mesi di reclusione (pena sospesa) non è un commercialista e che non risulta iscritto negli elenchi dell’ordine di Ragusa. «Nel precisare quanto dovuto, anche a tutela della categoria – afferma il presidente Manenti – mi preme sottolineare che prima di affidarsi ad un professionista è opportuno verificare che lo stesso sia iscritto all’ordine professionale. Aggiungiamo che gestire una impresa, a maggior ragione al giorno d’oggi, non è affare semplice e solo un commercialista può garantire una consulenza adeguata. Ecco perché invitiamo i cittadini ad affidarsi ad un professionista regolarmente iscritto a un ordine professionale, con un codice deontologico ufficialmente riconosciuto, con una copertura assicurativa e con una realtà ordinistica alle spalle che ne garantisca professionalità - conclude Manenti - affidabilità, riservatezza e serietà».

IL "COMMERCIALISTA" CONDANNATO
Il "commercialista" (o presunto tale) rassicurava il cliente sul pagamento di tasse e imposte ma i contanti consegnati in fiducia finivano in larga parte nelle sue tasche, invece che nelle casse dello Stato. Sentenza di condanna per appropriazione indebita aggravata dall’essere stata consumata con abuso di prestazione d’opera per il presunto consulente fiscale modicano Antonino Ruta. All’imputato sono stati inflitti dal giudice del tribunale di Ragusa 4 mesi di reclusione (pena sospesa), oltre al pagamento di 300 euro di multa e delle spese processuali. Negli anni dal 2004 al 2010, approfittando della fiducia con cui un cliente, docente universitario, assistito nel processo dall’avvocato Gianluca Gulino, affidava regolarmente ai fini del pagamento gli importi dovuti all’erario (Ici, Irpef, ecc.), Ruta li tratteneva in larghissima misura per sé. La vittima, peraltro, di fronte agli avvisi di accertamento per omessi pagamenti o alle cartelle esattoriali, veniva di volta in volta, grazie al rapporto amichevole e fiduciario esistente con Ruta, da questi rassicurato circa la doverosità dei pagamenti ulteriori pretesi dall’erario o giustificando gli stessi con errori per la correzione dei quali il consulente assicurava il suo impegno.

Quando alla fiducia è subentrato il sospetto, l’accesso al cosiddetto cassetto fiscale della vittima ha svelato che in sette anni la somma effettivamente versata all’erario da Ruta era stata di poco più di 3 mila euro, a fronte di oltre 11 mila che nello stesso periodo il cliente aveva versato nel tempo al "consulente". Adesso il giudice civile dovrà decidere ai fini della quantificazione del risarcimento del danno.