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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 843
MODICA - 06/02/2015
Cronache - La sentenza a carico di V.B. è stata decisa dal giudice di Catania

Condannato a 2 anni il pedofilo 80enne

L’uomo era stato destinatario lo scorso marzo anche di altre due ordinanze di custodia cautelare per induzione alla prostituzione e sfruttamento della prostituzione minorile Foto Corrierediragusa.it

A distanza di un anno dal primo arresto (cui ne sono seguiti poi altri due per evasione dai domiciliari) è scattata la condanna a due anni di reclusione, uno in meno rispetto alla richiesta dell’accusa, per il pedofilo 80enne modicano V.B., docente in pensione. La condanna, che il professore sconterà nella casa di cura dove si trova da tempo per l’età avanzata, è stata inflitta dal giudice distrettuale di Catania, competente per la tipologia dei reati contestati. L’uomo era stato destinatario lo scorso marzo anche di altre due ordinanze di custodia cautelare per induzione alla prostituzione e sfruttamento della prostituzione minorile, come previsto dall’articolo 600 bis comma 1 e 2 del codice penale. I provvedimenti erano stati emessi del gip di Catania su richiesta della procura distrettuale etnea. L’insospettabile docente fu ammanettato dalla polizia nell’operazione «Catullo» con la pesante accusa di abusi sessuali su minorenni. V.B. fu colto in flagranza mentre abusava in un cortile davanti ad una scuola di Modica Alta in pieno giorno di un 15enne rumeno. Dalle successive indagini emerse che il pensionato abusava da almeno un anno anche del fratellino di 13 anni.

I due minorenni, stando ai delicati colloqui intercorsi con gli assistenti sociali, sarebbero risultati essere parzialmente consenzienti nei rapporti sessuali col pedofilo, a fronte delle regalie di quest’ultimo. L’arresto scattò pure per il padre dei ragazzini, il rumeno L.P.G., 45 anni, in quanto fu accertato che faceva prostituire i figli dietro compenso in denaro o altre regalie per i favori sessuali concessi al pedofilo 80enne, ricattato in un secondo tempo dallo stesso rumeno con lo scopo di estorcergli altro denaro oltre a quello già spillatogli facendo prostituire i fili.

Il professore in pensione si era avvalso della facoltà di non rispondere, facendo quindi scena muta nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al magistrato. Il rumeno aveva invece parzialmente chiarito la propria posizione in merito alla squallida vicenda ed era stato trasferito nel carcere di Enna.